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Targa segnala i responsabili: processo per prelievi con carte rubate dopo i furti ad Osimo Stazione

Un uomo segna la targa di una Fiat Croma dopo aver visto movimenti sospetti al campo sportivo: da lì parte un'indagine che arriva in tribunale

Targa segnala i responsabili: processo per prelievi con carte rubate dopo i furti ad Osimo Stazione

Ad Ancona si è aperto un processo nato da una segnalazione apparentemente semplice: la registrazione della targa di un’auto da parte di un passante. La vicenda, raccontata in udienza il 25 maggio 2026, riguarda una coppia accusata dell’uso indebito di carte di credito dopo una serie di furti commessi nell’area del campo sportivo di Osimo Stazione. I fatti denunciati risalgono ad agosto del 2026 e hanno coinvolto veicoli lasciati in sosta da famiglie e persone che frequentano gli allenamenti: il caso è passato dalle segnalazioni di strada alle carte processuali, con nomi, veicoli e prelievi contestati in aula.

Come è nata la segnalazione e quali sono gli elementi iniziali

La vicenda prende avvio quando un cittadino in attesa del figlio osserva due persone aggirarsi tra le auto parcheggiate. Secondo la ricostruzione, i due avrebbero sottratto effetti personali da più vetture: tra gli oggetti spariti figuravano documenti, bancomat, carte di credito, telefoni e chiavi di casa. L’uomo, insospettito, prende carta e penna e annota la targa della vettura con cui i sospetti si allontanano, una Fiat Croma. Quella annotazione diventa un elemento di collegamento tra il luogo dei furti e i sospetti, e fornisce agli inquirenti un punto di partenza concreto per le verifiche e le successive attività investigative.

Il ruolo del testimone e la segnalazione alle forze dell’ordine

La prontezza del testimone — definita in aula come un esempio di testimone oculare che interviene con responsabilità civica — ha portato alla chiamata al 112 e alla successiva attività dei carabinieri. Grazie alla segnalazione, i militari hanno potuto concentrare controlli e verifiche sulla vettura indicata, eseguendo accertamenti sul veicolo e identificando i due occupanti della Fiat Croma in una settimana successiva in via Camerano. Il racconto della persona che ha annotato la targa è stato poi confermato in aula, dove ha testimoniato insieme a uno dei carabinieri intervenuti.

Le prove raccolte durante l’indagine

Oltre alla targa segnalata, l’inchiesta ha fatto ricorso a diversi elementi probatori: telecamere di videosorveglianza che avrebbero ripreso l’auto nella zona dei furti nei giorni contestati, il rintraccio della coppia a bordo della stessa vettura e la corrispondenza tra i beni sottratti e gli oggetti elencati nelle denunce. Gli inquirenti hanno poi collegato a questa serie di episodi un prelievo effettuato allo sportello Bancoposta di Osimo Stazione, dove risulterebbe un prelievo di 300 euro operato con una delle carte rubate. Questi elementi hanno consentito di formulare l’accusa principale contro i due: l’uso indebito di carte di credito, reato che resta al centro del processo.

Telecamere, intercettazioni visive e il collegamento con i furti

Le immagini di sorveglianza sono state utilizzate per ricostruire spostamenti e presenze della Fiat Croma nei pressi del campo sportivo nelle date indicate. Il dato visivo, unito alla testimonianza del cittadino e all’arresto in flagranza della vettura, ha rafforzato il quadro accusatorio. Va sottolineato che la contestazione di furto aggravato inizialmente ipotizzata è caduta dopo la mancata comparizione delle parti offese in aula, circostanza che ha determinato la remissione tacita di querela e quindi l’archiviazione di quell’accusa per i due imputati.

Il processo in aula: imputazioni, difese e prossime udienze

Davanti alla giudice Alessandra Alessandroni sono a giudizio un uomo di 43 anni della provincia di Forlì-Cesena e una donna di 42 anni residente nel Fermano, difesi dagli avvocati Antonella Devoli e Gabriele Galeazzi. In aula sono emerse le contestazioni relative al furto dei marsupi contenenti documenti e carte e al successivo uso di una carta per un prelievo di 300 euro. Oggi l’accusa di uso indebito di carte di credito resta valida, mentre la fattispecie di furto aggravato è venuta meno per la remissione; il processo è stato aggiornato e riprenderà il prossimo 28 ottobre, quando verranno approfonditi ulteriori elementi probatori e depositate eventuali memorie delle difese.

Il caso sottolinea come un gesto banale, annotare una targa, possa diventare il nucleo di un’indagine strutturata e dimostra l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine nel contrasto ai reati predatori. Resta aperta la partita giudiziaria sul piano penale per l’uso indebito, con il tribunale che dovrà valutare la responsabilità dei due imputati alla luce delle prove raccolte.

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