Jesi vive un momento di forte tensione ambientale: l’Assemblea Permanente Stop Edison ha annunciato una serie di azioni di protesta in vista dell’udienza del Tar delle Marche prevista per il 21 ottobre. La decisione del giudice potrebbe cambiare il futuro del progetto di trattamento rifiuti proposto da Edison nella zona di Zipa, già respinto dalla Provincia di Ancona e dalla Conferenza dei Servizi. La cittadinanza, guidata da Tiziana Fenucci, ha quindi programmato una campagna di sensibilizzazione mirata, che coinvolge volantinaggio, un punto informativo in Corso Matteotti e la presenza sul territorio il giorno dell’udienza.
Il calendario della protesta a Jesi
Il percorso di mobilitazione si articola in tre tappe chiave. Il sabato 10 ottobre e il mercoledì 14 ottobre saranno dedicati alla distribuzione di volantini lungo le vie più frequentate della città, con l’obiettivo di informare i residenti sui rischi dell’impianto. Il 17 ottobre a partire dalle ore 10, l’associazione installerà uno stand informativo lungo Corso Matteotti nelle immediate vicinanze della banca Bnl. Infine, il 21 ottobre i manifestanti occuperanno lo spazio davanti al Tar delle Marche situato in via della Loggia 24 per ribadire il proprio dissenso nel giorno stesso dell’udienza di merito.
Volantinaggio e incontro in Corso Matteotti
Il volantinaggio è stato scelto come strumento operativo per raggiungere rapidamente un gran numero di cittadini. I volontari, muniti di materiale informativo preparato dall’associazione, percorreranno le zone commerciali e residenziali, spiegando in modo chiaro perché l’impianto rifiuti rappresenta una minaccia per la salute pubblica. Il stand del 17 ottobre offrirà, oltre a opuscoli, la possibilità di parlare direttamente con i rappresentanti dell’Assemblea, raccogliere firme per una petizione e assistere a brevi interventi di esperti del territorio.
Le ragioni del ricorso di Edison e la risposta della comunità
Nel corso dell’ultimo anno, Edison ha avanzato un ricorso al Tar per superare il diniego della Provincia di Ancona. Nel volantino distribuito dall’assemblea si legge: “Edison ha scelto la via del ricorso al Tar per imporre l’impianto di trattamento rifiuti che la comunità ha già fermamente respinto.” La stessa nota prosegue sottolineando l’importanza di non lasciare che decisioni vitali per la salute e l’ambiente vengano imposte dall’alto: “Non possiamo permettere che le decisioni sul nostri futuro, sulla nostra salute e sul nostro ambiente vengano prese sulle nostre teste”. Queste parole riassumono la frustrazione della popolazione, che si sente esclusa dal processo decisionale.
Il rigetto della Provincia di Ancona e la decisione della Conferenza dei Servizi
Il rigetto della Provincia di Ancona risale al 14 maggio quando il progetto di impianto è stato respinto per motivi legati all’impatto ambientale. Successivamente, la Conferenza dei Servizi ha confermato la propria posizione, rifiutando l’autorizzazione necessaria. L’Assemblea permanente cita il loro pronunciamento: “La decisione della Conferenza dei Servizi di non autorizzare l’impianto va difesa con forza, dentro e fuori le aule del tribunale.” Questo rinforzo istituzionale ha alimentato la fiducia dei cittadini, i quali ora si radunano per proteggere il risultato della deliberazione.
Il dibattito non è ancora concluso. Nei mesi precedenti, Edo ha annunciato che il progetto, denominato “end of waste” resta strategico per la sua divisione Edison Next Recology che punta su economia circolare. Tuttavia, la percezione locale rimane quella di un rischio concreto per la salute e per la qualità della vita. L’intervento di Patom società specializzata in gestione rifiuti, non ha cambiato l’opposizione diffusa. Con il 21 ottobre alle porte, la speranza della comunità è che il Tar delle Marche confermi la decisione della Provincia e della Conferenza dei Servizi, concedendo così un nuovo capitolo al dibattito ambientale a Jesi.



