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Sentenza definitiva sul porto e accordo per un park scambiatore da 400 stalli

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Anconambiente contro il Comune su atti del 2005; intanto si è trovata un’intesa di massima per realizzare un parcheggio da 400 stalli nella zona industriale del porto, a servizio di via Mattei-via Einaudi.

Sentenza definitiva sul porto e accordo per un park scambiatore da 400 stalli

L’ultima fase di una lunga vicenda che ha attraversato diversi ambiti del diritto si è chiusa con una decisione del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato da Anconambiente contro il Comune. La disputa prende le mosse da atti approvati nel 2005quando il consiglio comunale adottò il piano particolareggiato e la variante al piano regolatore del porto: a detta della partecipata, quegli strumenti non avevano recepito le sue osservazioni circa la destinazione di una porzione dell’area portuale.

Esito giudiziario e percorso processuale

Negli ultimi 18 anni la vicenda ha coinvolto filoni diversi, dal penale — con le accuse che portarono alle dimissioni dell’allora sindaco Fabio Sturani — al civile, all’amministrativo e perfino alla Corte dei Conti. Di recente il Consiglio di Stato ha pronunciato il dispositivo che respinge il ricorso bis di Anconambienteconfermando la validità degli atti adottati nel 2005. Prima della trattazione, la partecipata, assistita dall’avvocato Alessandro Lucchettiaveva segnalato al collegio l’esistenza di una soluzione conciliativa in corso con il Comune e aveva richiesto un rinvio; la proposta, descritta nelle memorie come una intesa «che veda la porzione di territorio portuale in esame debitamente ripartita in parte, ad attuazione della destinazione contestata ed altra ad impiego per le (sue) finalità di servizio pubblico», non è però stata ritenuta idonea a sospendere il giudizio e il collegio ha deciso nel merito.

Gli aspetti pratici del contenzioso

Al centro delle contestazioni c’era la presunta esclusiva competenza comunale nella progettazione degli strumenti urbanistici in area portuale e la previsione di una destinazione per un cosiddetto parcheggio-polmone. Nell’area interessata, pari a 18.330 metri quadratiAnconambiente svolgeva attività operative come deposito di container, stoccaggio e cernita dei rifiuti; tali usi erano parte della controversia sulla destinazione urbanistica e sulla possibilità di riconvertire la superficie per altri impieghi.

Accordo di massima e prospettive per un park scambiatore

Contemporaneamente alla chiusura del contenzioso giuridico, sul piano amministrativo e urbanistico si è fatta strada un’intesa tra il Comune e la stessa Anconambiente per destinare una porzione dell’area portuale alla realizzazione di un parcheggio. L’ipotesi progettuale prevede la realizzazione di un park scambiatore che possa servire la zona di via Mattei-via Einaudidove è concentrata l’attività cantieristica: l’obiettivo è garantire almeno 400 stalliossia la disponibilità di spazio per circa 400 veicoli.

Caratteristiche tecniche e inserimento nel Pums

Il progetto, inserito nel Pums redatto dal Comune, prevede inizialmente stalli a raso con la possibilità di evolvere in una struttura multilevel nel tempo. L’Autorità portuale è intervenuta nel tavolo di confronto recependo le esigenze di entrambi gli enti, elemento che ha contribuito a rimuovere un ostacolo procedurale. Al momento si tratta di un accordo di massima: il dettaglio progettuale e gli step realizzativi restano da definire, ma la disponibilità a concordare la ripartizione dell’area ha dato avvio a una fase operativa differente rispetto al lungo contenzioso giudiziario.

La trasformazione della porzione di territorio portuale coinvolta, che un tempo era utilizzata anche per attività di deposito container e per le operazioni gestite da Anconambiente, potrebbe ridefinire funzioni e flussi nella zona industriale del porto. Se il progetto andrà avanti nei termini ipotizzati, il nuovo parcheggio potrà supportare la mobilità della zona di via Mattei-via Einaudi e alleggerire la pressione di sosta sui percorsi connessi all’attività cantieristica.

In sintesi, la sentenza del Consiglio di Stato segna la chiusura del capitolo legale relativo agli atti del 2005, mentre l’accordo di massima tra Comune e Anconambientecon il coinvolgimento dell’Autorità portualeapre a un possibile intervento infrastrutturale da 400 stalli nella Zipa. Resta da definire il progetto definitivo e le modalità di realizzazione dell’intervento, ma la situazione amministrativa appare ora meno frammentata rispetto al passato giudiziario.

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