San Benedetto del Tronto è da sempre un crocevia di cultura e arte, e il simposio Scultura Viva ne è un esempio lampante. Questo evento internazionale, che trasforma il Molo Sud in una galleria d’arte a cielo aperto, ha una storia ricca di sfide e successi. Nel 2026, le opere realizzate per il trentennale del simposio sono state accuratamente imballate e trasportate nel caveaux comunale, in attesa della loro destinazione definitiva.
La crisi del 2006 e la rinascita del 2007
Il 2006 fu un anno difficile per Scultura Viva. La crisi di governo della città, iniziata nell’agosto del 2005 con le dimissioni del sindaco Domenico Martinelli, portò a un periodo di incertezza. Il commissario straordinario Carlo Iappelli, che guidò l’amministrazione comunale in attesa delle nuove elezioni, non poté finanziare il simposio. Questo portò alla cancellazione dell’edizione 2006, un colpo duro per gli appassionati d’arte.
Tuttavia, la storia di Scultura Viva non finì lì. Nel maggio del 2006, Giovanni Gaspari fu eletto nuovo sindaco di San Benedetto del Tronto. Gaspari era un grande sostenitore del simposio e, dopo aver organizzato la sua amministrazione, decise di rilanciarlo. In ottobre, il sindaco incontrò gli organizzatori e optò per un finanziamento di 20.000 euro, che permise la stampa di un catalogo a colori e la realizzazione della 11^ edizione nel giugno 2007.
La nuova direzione artistica e gli artisti internazionali
Con la nuova edizione, Carlo Melloni lasciò la direzione artistica, che fu affidata a un nuovo responsabile. La scelta degli artisti divenne più internazionale, con solo due italiani invitati: l’artista locale e quello di livello nazionale. La fama del simposio si era diffusa in Europa e oltre, e le richieste di partecipazione arrivavano da ogni parte del mondo. Gli artisti selezionati includevano scultrici belghe, spagnole e portoghesi, e scultori irlandesi e russi.
Tra gli artisti invitati, spiccavano Gualtiero Mocenni, un famoso scultore e pittore milanese nato a Pola, in Istria, e Giuseppe Straccia, un autodidatta di Pagliare. Straccia, conosciuto per le sue opere naif, divenne un grande collaboratore e amico degli organizzatori. La sua scultura di Cristoforo Colombo, realizzata durante il simposio, è ancora oggi una delle opere più fotografate e filmate del Molo Sud.
Il decennale del 2005 e il referendum popolare
Il 2005 fu un anno importante per Scultura Viva, in quanto segnava il decennale del simposio. Per celebrare l’evento, fu organizzato un referendum popolare per la scelta degli otto artisti che avrebbero partecipato. Il pubblico poté votare l’opera più bella tra quelle già realizzate, facendo una croce sulla foto dell’opera preferita e inserendo la scheda in un’urna.
L’iniziativa ebbe un grande successo, con circa 3.000 schede raccolte. Tuttavia, fu scoperto che oltre un terzo delle schede erano false, falsificate da alcuni artisti che volevano partecipare ad ogni costo. Nonostante questo, il referendum diede un ottimo risultato e fu un’ottima pubblicità per il decennale. Tra gli artisti selezionati, spiccava il giapponese Toshihiko Minamoto, che realizzò un altro capolavoro scavando un intero blocco di travertino.
Scultura Viva continua a essere un evento di grande importanza per San Benedetto del Tronto, attirando artisti e appassionati d’arte da tutto il mondo. La sua storia di crisi e rinascita è un esempio di come la passione e la dedizione possano superare le difficoltà e trasformare una città in un centro artistico di fama mondiale.



