Il porto di Ancona si trova di fronte a una situazione complessa: i 100 milioni di euro revocati dal Ministero dell’Economia per i gravi ritardi nei progetti finanziati non sono ancora stati ripristinati. Nonostante la bozza del decreto del Ministero delle Infrastrutture, che autorizzava il ritorno dei fondi, non ci sono ancora atti ufficiali. Nel frattempo, il porto cerca nuove collaborazioni internazionali per rafforzare la sua posizione strategica nel Mediterraneo.
I fondi bloccati e i progetti in attesa
I 100 milioni di euro revocati nel settembre 2026 per i ritardi accumulati nella realizzazione delle opere finanziate sono ancora bloccati. Tra i progetti più importanti ci sono i dragaggi delle banchine commerciali dalla 19 alle 26, che dovrebbero portare i fondali a quote batimetriche comprese tra 10 e 14 metri. Questi lavori sono fondamentali per accogliere navi più grandi e aumentare il traffico commerciale.
La situazione è complicata dalla burocrazia: il Ministero delle Infrastrutture, guidato da Matteo Salvini, ha trasmesso la pratica al Ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, ma la firma definitiva non è ancora arrivata. Questo ritardo ha causato la perdita di oltre un milione di euro, una somma significativa che avrebbe potuto essere utilizzata per migliorare le infrastrutture del porto.
Nuove opportunità con la Cina
Mentre i fondi sono ancora bloccati, il porto di Ancona cerca nuove opportunità di collaborazione. Recentemente, una delegazione di Omoda e Jaecoo Italia marchi del gruppo cinese Chery, ha visitato il porto per esplorare possibilità di collaborazione. Il gruppo Chery ha venduto 2,8 milioni di veicoli nel 2026 e cerca nuove piattaforme logistiche per espandere il suo mercato in Europa.
Il porto di Ancona, con la sua posizione strategica, è un hub logistico ideale per i collegamenti est-ovest. È uno dei principali scali dell’Adriatico per il traffico Ro/Pax e svolge un ruolo di primo piano negli scambi commerciali. La visita della delegazione cinese è un segnale positivo per il futuro del porto, che potrebbe diventare un punto di riferimento per le attività ad alto valore aggiunto, come la gestione della ricambistica e dei servizi connessi.
I progetti di sviluppo del porto
Durante la visita, la delegazione ha potuto vedere i progetti di sviluppo del porto, tra cui la costruzione della banchina 27, il dragaggio dei fondali delle banchine commerciali e l’incremento dell’intermodalità. Questi progetti sono fondamentali per migliorare l’efficienza del porto e attrarre nuovi investimenti.
Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Mirco Carloni, ha sottolineato l’importanza del porto di Ancona come porta d’Oriente per il commercio marittimo e il collegamento tra i Paesi del Mediterraneo. L’assessore regionale allo Sviluppo economico e ai Porti, Giacomo Bugaro, ha dichiarato che il porto di Ancona può diventare un vero hub logistico di riferimento per il Mediterraneo e i mercati asiatici.
Nonostante i ritardi burocratici, il porto di Ancona continua a guardare al futuro con ottimismo, cercando nuove collaborazioni e investimenti per rafforzare la sua posizione strategica nel Mediterraneo.



