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Nuovo piano di Electrolux: esuberi volontari e cassa integrazione

Electrolux elimina i licenziamenti obbligatori e lancia un progetto di esodo volontario sostenuto dal governo.

Nuovo piano di Electrolux: esuberi volontari e cassa integrazione

La casa svedese Electrolux ha comunicato una svolta decisiva nella vertenza aperta in Italia dopo l’annuncio di oltre 1.700 esuberi. In un incontro al Mimit con i sindacati, l’azienda ha dichiarato il ritiro dei licenziamenti unilaterali e ha presentato un nuovo documento che prevede incentivi all’esodo volontario nonché l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria. L’obiettivo dichiarato è raggiungere un accordo entro la fine di ottobre, evitando la chiusura di stabilimenti e salvaguardando i posti di lavoro.

Il nuovo piano di Electrolux: numeri e meccanismi

Il progetto prevede la gestione di 1.250 uscite volontarie distribuite su tre anni: 600 saranno impiegati e 650 operai. Oltre al pacchetto di indennità, l’azienda intende avvalersi della cassa integrazione per sostenere la transizione. Parallelamente, sono stati destinati 90 milioni di euro a potenziare la produzione di frigoriferi di fascia alta, forni con tecnologia steam-crisp, lavatrici da 12 kg e lavasciuga premium. L’investimento è accompagnato da una revisione della gamma di prodotti, con l’obiettivo di rendere più competitivi i prodotti Made in Italy sul mercato europeo.

Incentivi e ammortizzatori sociali

Electrolux intende utilizzare ammortizzatori sociali mirati, incluso l’outplacement, per favorire la ricollocazione dei lavoratori interessati. L’azienda ha già avviato una collaborazione con l’advisor Vertus per una valutazione di fattibilità della reindustrializzazione del sito di Cerreto d’Esi, che resta operativo nonostante le preoccupazioni sui trasferimenti verso la Polonia.

Il ruolo del governo e le prospettive politiche

Il ministero delle Imprese guidato da Adolfo Urso ha sostenuto la decisione di ritirare i licenziamenti, sottolineando che “tutti gli stabilimenti sono salvi”. Urso ha inoltre annunciato che il prossimo disegno di legge di bilancio includerà strumenti straordinari per supportare il piano di rilancio. In agenda sono previsti due incontri: uno tecnico l’8 ottobre e una plenaria il 29 ottobre, volti a definire le modalità di attuazione del nuovo schema.

Supporto europeo e confronto a Bruxelles

Durante una serie di incontri a Bruxelles, il ministro Urso ha riferito di aver ottenuto il consenso di Germania, Francia, Spagna, Polonia e Slovacchia per una revisione delle regole europee nel settore degli elettrodomestici. L’obiettivo è creare un quadro regolatorio più favorevole alla produzione europea, contrastando l’invasione asiatica e garantendo incentivi fiscali e finanziari alle imprese italiane.

Le reazioni dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali

Nel frattempo, i dipendenti di Cerreto d’Esi hanno avviato uno sciopero di otto ore, manifestando il timore per i 170 posti di lavoro ancora a rischio. Le rappresentanze sindacali chiedono garanzie concrete contro chiusure e trasferimenti, oltre a un impegno a non ricorrere a licenziamenti unilaterali. La pressione si è estesa anche all’altra realtà marchigiana, la produzione di Whirlpool Technology a Fabriano, dove 40 dipendenti attendono una decisione definitiva.

Se il governo riuscirà a far approvare il quadro europeo richiesto, il settore degli elettrodomestici potrebbe vedere una svolta significativa, con impatti diretti sui livelli occupazionali delle Marche e dell’intero Paese.

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