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Mostra Trenta a Palazzina Azzurra: trenta anni di arte sul mare

A Palazzina Azzurra si inaugura la mostra collettiva “Trenta” curata da Andrea Viozzi: 28 opere di 14 artisti, una sezione fotografica e il richiamo alle installazioni che hanno trasformato il molo sud in una galleria all’aperto

Mostra Trenta a Palazzina Azzurra: trenta anni di arte sul mare

Il 6 giugno nella Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto è stata inaugurata la collettiva intitolata Trentarealizzata per celebrare il trentennale del Festival dell’Arte sul Mare (Mam). Curata da Andrea Viozzila mostra rimane aperta dal 6 al 30 giugno e presenta un corpus di opere che raccontano la relazione storica tra città e produzione artistica.

Accanto alla pittura, la rassegna include una sezione fotografica di documentazione visiva firmata da Alessandro Barbizzi e Pietro Lucadeile cui immagini e i video sono pubblicati su in occasione del trentennale del Mam.

La collettiva “Trenta” e gli artisti presenti

La mostra Trenta mette in esposizione 28 opere realizzate da 14 artisti che hanno partecipato alle passate edizioni del festival. Tra i nomi in calendario figurano Nobushige AkiyamaAlfredo CelliDomenico ChiolaPiernicola CocchiaroGiancarlo CostanzoDomenico DifilippoWilliam KaineMarisa KorzenieckiVincenzo LopardoFabrizio MarianiKatia MinerviniGiorgio PiuntiPio Serafini e Stefano Tamburrini. Questa selezione intende evidenziare la pluralità di linguaggi e tecniche che hanno caratterizzato il Mam nel tempo.

La curatela di Andrea Viozzi sottolinea l’importanza di mantenere viva la memoria delle partecipazioni storiche, offrendo al pubblico la possibilità di confrontare opere storiche e rielaborazioni contemporanee in uno spazio emblematico come la Palazzina Azzurra.

Scultura Viva, il molo sud e le installazioni di fine anni Novanta

Il tessuto urbano di San Benedetto del Tronto ha subito trasformazioni significative a partire dalla seconda metà degli anni Novanta, in particolare con le iniziative legate a Scultura Viva. Nel 1998 il Sindaco Paolo Perazzoligià promotore di queste attività dal 1996, consolidò l’orientamento cittadino verso l’arte pubblica, incontrando l’artista Ugo Nespolo a Torino e portando nella città tre sue opere. Una di queste, alta circa sette metri e realizzata in acciaio coloratofu collocata all’inizio del lungomare e divenne rapidamente un punto di riferimento per i visitatori.

Le altre due opere di Nespolo, in bronzo smaltatovennero installate nel 1999una nella fontana del corso principale e l’altra sulla facciata d’ingresso del Comune. Nello stesso anno l’amministrazione acquisì inoltre opere in bronzo di Enrico Baydi Salvodi Kostabi e una scultura di Consortiarricchendo così il salotto buono cittadino con interventi di artisti di rilievo internazionale.

Il ruolo del molo sud e la terza edizione di Scultura Viva

Già alla terza edizione di Scultura Viva si notarono segnali di cambiamento: otto opere realizzate in loco contribuirono a trasformare il molo sud da semplice diga foranea a una vera e propria galleria d’arte all’aperto. A quel punto si contavano circa 24 opere scultoree distribuite lungo il molo, elemento che ridefinì la fruizione pubblica del lungomare.

La rosa degli scultori di quell’anno fu internazionale: oltre ai due italiani Paolo Sighinolfi e Carmen Tornabuoniparteciparono l’olandese Karin Van Ommerenil belga Fabrice Pierotl’austriaca Elisabeth Juanla svedese Barbro Hedstroeml’inglese David Hensel e il portoghese Joao Antero.

Aneddoti e opere: approcci a confronto

Tra i racconti di quegli anni emerge la figura di Joao Anterogiunto con un giorno di ritardo per impegni all’Accademia di Belle Arti di Lisbona. La sua esitazione nella scelta del blocco di travertino divenne proverbiale: come disse lui stesso, «Devo fare un bel figlio e dunque devo cercare una buona madre!», usando la metafora del “figlio” per la scultura e della “madre” per la pietra. L’opera che ne risultò suscitò opinioni contrastanti.

In quel contesto, la svedese Barbro Hedstroem completò velocemente un lavoro semplice e trascorse il resto del tempo prendendo il sole insieme alla figlia sul molo; Tornabuoni realizzò un albero con la chioma sferzata dal vento, mentre Paolo Sighinolfi scolpì due delfini dinamici, uno ad altorilievo e l’altro meno evidente, opere che vennero percepite come particolarmente vigorose rispetto ad altri interventi più «introversi».

Chiusura, persone e istituzioni coinvolte

Alla cerimonia di chiusura di quella stagione parteciparono il Sindaco Paolo Perazzoli e il neo vicesindaco Giovanni Gasparifigura che avrebbe avuto un ruolo significativo negli anni successivi per la manifestazione. Tra i presenti c’era anche Nelson Sulpiziproprietario dell’Hotel Nelson, struttura che ospitò gli otto artisti e che divenne punto di riferimento per le edizioni successive.

L’Associazione Albergatori Riviera delle Palme intervenne per coordinare le disponibilità ricettive e risolvere il problema della distanza tra alberghi e luoghi di lavoro, proponendo soluzioni tra gli associati e favorendo così la permanenza degli artisti in città.

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