Un’intera area produttiva dell’Appennino reggiano è rimasta senza connessione Internet per oltre 24 ore, creando gravi disagi a oltre 200 lavoratori. La situazione è stata denunciata da Fulvio Fioroni, presidente del Caseificio Cavola 993 che ha lanciato un appello alle istituzioni per trovare soluzioni definitive.
L’episodio si è verificato per la seconda volta in meno di sei mesi, dopo un precedente disservizio avvenuto a marzo. L’area di Fora di Cavola, situata di fronte al versante modenese, ospita circa 10 aziende che rappresentano un motore economico fondamentale per la montagna. Tra queste, il Caseificio Cavola 993, che gestisce una realtà di stagionatura e lavorazione per 60.000 forme di Parmigiano Reggiano.
Un problema strutturale che richiede soluzioni concrete
Fulvio Fioroni ha espresso forte preoccupazione per la situazione: “Il 17 marzo avevamo denunciato un problema gravissimo chiedendo che, oltre al ripristino del servizio, venissero adottate soluzioni strutturali per garantire la continuità della rete. A meno di sei mesi di distanza siamo di nuovo totalmente isolati.”
La mancanza di connessione Internet ha un impatto significativo sulle attività produttive. Sistemi gestionali, ordini, rapporti con clienti e fornitori, logistica, amministrazione e collegamenti bancari dipendono ormai dalla disponibilità continua della rete. Fioroni ha sottolineato che “ogni ora di interruzione si traduce in difficoltà operative, inefficienze e costi per realtà che ogni giorno lavorano, investono e garantiscono occupazione sul territorio”.
Le richieste di Fioroni alle istituzioni
Dopo il secondo grave episodio in pochi mesi, Fioroni ha chiesto non solo il ripristino immediato della connessione, ma anche risposte concrete sulle cause del problema e sui provvedimenti che verranno adottati per evitare nuovi disservizi. “Vogliamo conoscere le cause del problema, capire perché il sistema non disponga di un’adeguata linea di riserva e sapere quali interventi verranno realizzati affinché un singolo guasto non isoli più un intero comparto industriale”, ha dichiarato.
L’appello è rivolto non solo ai gestori delle infrastrutture e agli operatori di telecomunicazioni, ma anche alle istituzioni locali. Fioroni ha chiesto alla Provincia di Reggio Emilia e alla Regione Emilia-Romagna di intervenire direttamente, convocando i soggetti responsabili dell’infrastruttura e pretendendo un piano concreto per garantire la continuità del servizio.
Lo sviluppo dell’Appennino e l’importanza delle infrastrutture
Fioroni ha richiamato il tema strategico dello sviluppo dell’Appennino sottolineando l’importanza di infrastrutture adeguate per sostenere le imprese delle aree interne. “Da anni si parla di rilancio della montagna, contrasto allo spopolamento, attrazione di investimenti e sostegno alle imprese delle aree interne. Condividiamo questi obiettivi, ma devono essere accompagnati da condizioni concrete per poter fare impresa”, ha affermato.
Secondo Fioroni, non è accettabile che una delle principali zone produttive rimanga al buio per giorni. “È l’equivalente di chiudere la strada di accesso alle fabbriche: nel 2026 la connettività è un’infrastruttura essenziale alla pari di energia elettrica e viabilità”, ha concluso.
Le imprese della montagna non chiedono privilegi, ma solo infrastrutture adeguate e la possibilità di lavorare in condizioni di normalità. Fioroni ha ribadito che “a marzo avevamo chiesto una soluzione definitiva. Oggi siamo costretti a pretenderla di nuovo. Questa volta ci aspettiamo una risposta precisa su chi debba intervenire, cosa verrà fatto ed entro quali tempi”.



