La Ginnastica Fabriano società che ha dominato la scena nazionale con otto scudetti consecutivi è al centro di una crisi che rischia di compromettere la stagione agonistica delle sue atlete. Il Tribunale federale ha disposto una sospensione dai diritti federali per 12 mesi a seguito di un procedimento disciplinare relativo a rimborsi spese contestati per il periodo -2025; la sentenza è la numero 11/2026.
Dettagli della sanzione e responsabilità dei dirigenti
La misura inflitta prevede, oltre alla sospensione di 12 mesi alla società, anche sanzioni individuali: la vicepresidente Maila Morosin è stata sospesa per dodici mesi, la presidente Angela Piccoli ha patteggiato otto mesi con un’ammenda di 700 euro, mentre tre componenti del consiglio direttivo—Alice Bologna, Luca Piergentili e Palmira Tittarelli—hanno ricevuto sospensioni di due mesi. A corredo del provvedimento è stata comminata un’ammenda complessiva di 2.500 euro e il procedimento riguarda somme contestate per oltre 52mila euro, restituite dopo i controlli che hanno originato l’indagine.
Implicazioni amministrative
La sospensione dai diritti federali impedisce alla società di iscrivere e schierare la propria squadra con la denominazione ufficiale nelle competizioni federali. Questo vincolo è al centro del dibattito perché incide direttamente sulla possibilità della squadra di partecipare alla prima prova di Serie A1 in programma a Terni il 17 e 18 ottobre: se il provvedimento venisse applicato senza deroghe, la società potrebbe essere esclusa dalla competizione o subire sconfitta a tavolino.
Reazioni del territorio e proposte operative
Le istituzioni locali e regionali si sono mosse per tutelare il futuro delle atlete: la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo l’assessore regionale allo Sport Tiziano Consoli e la consigliera regionale Chiara Biondi hanno espresso attenzione sulla vicenda. Parallelamente il circolo di Fratelli d'Italia di Fabriano ha avanzato proposte concrete alla Federazione Ginnastica d’Italia invitandola a valutare l’autorizzazione temporanea per consentire alle ginnaste di gareggiare con altre società affiliate, nel rispetto dei regolamenti e senza pregiudicare gli eventuali ricorsi. La proposta include anche l’ipotesi di costituire una nuova società per garantire la continuità dell’attività se l’attuale struttura non potesse proseguire.
Argomentazioni a difesa delle atlete
Il circolo locale sottolinea che le circa 150 ginnaste della società non hanno responsabilità diretta per le contestazioni relative alla gestione amministrativa e insiste sulla necessità di separare il piano delle responsabilità individuali da quello sportivo. La richiesta, formulata con forza, è di garantire alle ginnaste il diritto di continuare a fare sport perché perdere una stagione agonistica significherebbe mettere a rischio percorsi formativi e risultati ottenuti a livello nazionale e internazionale.
Conseguenze sportive e possibili vie legali
Sul piano sportivo la situazione è fluida: la società ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso entro i termini stabiliti dalla Federazione, con l’obiettivo di ottenere la sospensione cautelare degli effetti della sanzione in attesa dell’esito degli eventuali gradi di giudizio. Se il ricorso dovesse essere accolto parzialmente o completamente, si aprirebbe la possibilità di schierare le atlete alla tappa di Serie A1; in caso contrario, la squadra rischia di non partecipare e il club dovrà valutare la categoria da cui ripartire al termine della sanzione.
La posta in gioco è alta anche per singole atlete di spicco: tra queste figurano campionesse formative ed ex allieve del vivaio come Julieta CantaluppiSofia Raffaeli e Milena Baldassarri. Raffaeli, indicata come capitano e in fase di recupero a Roma, rappresenta un caso simbolico del dilemma tra obblighi federali e percorso agonistico personale. Per ora rimane incerto quale sarà il suo futuro competitivo in relazione alla vicenda societaria.
La vicenda si sviluppa sotto il duplice profilo legale e sportivo: da un lato l’iter giudiziario federale prosegue nelle sue sedi, dall’altro si cercano soluzioni immediate per non penalizzare atlete, tecnici e famiglie. Le prossime ore e i prossimi provvedimenti della Federazione Ginnastica d’Italia saranno determinanti per chiarire se la Ginnastica Fabriano potrà presentarsi a Terni o se dovrà attendere l’esito del procedimento.



