Due sere fa una violenta fiammata ha avvolto il cantiere navale di Fincantieri ad Ancona, provocando la morte di un operaio tunisino e il grave ferimento di un collega di origine bengalese. L’incidente, avvenuto nella zona del doppiofondo di una nave da crociera in costruzione, ha subito fatto emergere una serie di criticità legate alla sicurezza sul lavoro.
Il caso ha subito attirato l’attenzione delle autorità giudiziarie, dei sindacati e delle istituzioni politiche, dando vita a una serie di iniziative che vanno dalla denuncia penale alla mobilitazione di un’ampia protesta nazionale. Di seguito una ricostruzione degli eventi, dei procedimenti avviati e delle reazioni dei diversi attori coinvolti.
Procedura giudiziaria: autopsia e ipotesi di omicidio colposo
La Procura di Ancona ha disposto l’autopsia sul corpo del dipendente tunisino, Sofiane Boutraa 55 anni, la cui salma è stata sequestrata per gli accertamenti tecnici. Il pubblico ministero di turno, Ruggiero Dicuonzo è intervenuto nella prima fase dell’inchiesta; successivamente il fascicolo verrà affidato al collega Andrea Magi. Le indagini preliminari ipotizzano la fattispecie di omicidio colposo aggravato e di lesioni colpose entrambe aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche.
Fasi dell’autopsia e ruolo della Procura
L’autopsia, effettuata dal reparto di medicina legale, ha l’obiettivo di determinare le cause esatte dell’avvelenamento da fumo e delle lesioni termiche subite. Parallelamente, la Procura ha avviato le attività di ricostruzione della dinamica con il supporto della Polizia di frontiera, dell’Ispettorato dell’Agenzia nazionale per la sicurezza (AST) e della Scientifica, al fine di individuare l’origine della scintilla che potrebbe aver innescato la fiammata. Una delle ipotesi al vaglio è l’impiego di un cannello acetilenico durante i lavori di taglio.
Le vittime: un operaio tunisino deceduto e un collega bengalese gravemente ustionato
Il collega di Boutraa, Kabir Mohidul 27 anni, di origine bengalese, è stato colpito da una fiammata che gli ha provocato ustioni di secondo e terzo grado su circa l’80 % del corpo. Dopo i primi soccorsi prestati dai vigili del fuoco della squadra interna al cantiere e successivamente dal comando provinciale di Ancona, Mohidul è stato trasferito in elicottero al centro ustionati dell’ospedale di Pisa dove è attualmente ricoverato in condizioni gravissime.
Trattamento medico a Pisa
Il reparto grandi ustionati di Pisa sta gestendo le lesioni estese del giovane operaio con terapie intensive, ricovero in terapia intensiva e monitoraggio costante. La gravità delle ustioni richiede interventi chirurgici multipli e una lunga fase di riabilitazione. Le autorità sanitarie hanno sottolineato la delicatezza della sua prognosi, che rimane ancora riservata.
Scioperi e solidarietà sindacale a livello nazionale
I sindacati FiomFim e Uilm hanno deciso di indurre un blocco di lavoro di due ore alla fine di ogni turno, in segno di solidarietà sia per il collega deceduto sia per quello gravemente ferito. L’azione di sciopero è stata pianificata per tutti gli stabilimenti della Fincantieri in Italia, includendo i cantieri di Monfalcone (Gorizia), GenovaMarghera (Venezia), PalermoSestri PonenteMuggiano (Spezia) e Castellammare di Stabia (Napoli). L’obiettivo è chiedere maggiori tutele per i lavoratori e una revisione delle pratiche di sicurezza nei cantieri navali.
Il deputato Aboubakar Soumahoro membro della Commissione Lavoro, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Governo, dichiarando: “Non si può uscire di casa per andare a lavorare e non poter più riabbracciare i propri figli e i propri affetti.” La nota si inserisce in un più ampio dibattito sulla sicurezza sul lavoro e sulla necessità di garantire condizioni di impiego più sicure per i dipendenti delle grandi industrie.
Nel frattempo, la direzione di Fincantieri ha espresso cordoglio per la perdita di Sofiane Boutraa e vicinanza a Kabir Mohidul assicurando la massima collaborazione alle indagini e promettendo di rivedere le procedure interne di sicurezza per evitare il ripetersi di tragedie simili.



