Nelle Marche, una nuova legge sta cambiando il modo di concepire l’abitare. Il consigliere regionale del Partito DemocraticoFabrizio Cesetti ha espresso il suo sostegno alla proposta di legge che facilita il recupero dei sottotetti a fini abitativi. Questa iniziativa, approvata dall’aula regionale, rappresenta un passo significativo verso un futuro più sostenibile e inclusivo.
La modifica legislativa, entrata in vigore il 1° luglio 2026 interviene sull’articolo 13 della legge regionale 17/2015 riducendo l’altezza minima interna dei sottotetti recuperabili da 1,40 metri a 1 metro per le coperture a falde inclinate, mantenendo invariata l’altezza media ponderata a 2,20 metri. Questo cambiamento mira a rendere più accessibile il recupero degli spazi sottostanti, senza compromettere la qualità dell’abitare.
Un passo verso la sostenibilità ambientale
Cesetti sottolinea come ogni metro quadrato recuperato all’interno del patrimonio edilizio esistente sia un metro quadrato sottratto alla necessità di nuove edificazioni. Questa scelta non solo riduce la pressione sugli ecosistemi marchigiani, ma contrasta anche la speculazione immobiliare lungo la costa dove i prezzi delle abitazioni sono spesso esorbitanti. Il recupero dei sottotetti rappresenta quindi una soluzione concreta per ridurre il consumo di suolo e proteggere l’ambiente.
La nuova normativa è in linea con i principi del nuovo articolo 9 della Costituzione che affida alla Repubblica la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nell’interesse delle future generazioni. Inoltre, recepisce le modifiche allo Statuto della Regione Marche approvate all’unanimità in passato, che portano il nome di Cesetti e mirano a rendere l’azione amministrativa e legislativa regionale più coerente con questi principi.
Rigenerazione urbana e diritto alla casa
Per Cesetti, questa legge non è solo una scelta urbanistica, ma una precisa visione ambientale, economica e sociale. Le difficoltà di accesso alla casa sono oggi una delle principali emergenze sociali del Paese e della nostra regione afferma il consigliere. Il recupero dei sottotetti contribuisce ad aumentare l’offerta abitativa senza consumare nuovo territorio, aiutando a calmierare i prezzi e rendendo la casa un fondamentale diritto sociale non solo un bene economico.
Tuttavia, Cesetti evidenzia che il provvedimento ha un limite: la mancanza di un intervento più ampio e strutturale, specialmente a favore delle aree interne. Si poteva e si doveva tendere una mano ai nostri borghi storici e ai piccoli comuni che soffrono lo spopolamento dichiara. Lì, il recupero degli edifici non è solo urbanistica, ma una politica di coesione territoriale per contrastare il declino demografico.
Verso una legge urbanistica più adeguata
Il consigliere regionale sottolinea la necessità di una riflessione approfondita e una rivisitazione della legge urbanistica regionale per renderla davvero adeguata alle sfide attuali. Il futuro delle Marche sta nella capacità e nella passione di prendersi cura delle città esistenti, dei borghi e del nostro straordinario paesaggio afferma Cesetti. Se è vero che non ereditiamo la terra dai nostri padri, ma la prendiamo in prestito dai nostri figli, abbiamo il dovere di migliorare l’esistente per garantire una maggiore giustizia sociale oggi e domani.
La nuova legge rappresenta quindi un passo importante verso un futuro più sostenibile e inclusivo, dove l’abitare diventa un diritto accessibile a tutti, senza compromettere l’ambiente e il patrimonio storico delle Marche.



