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Crescita record di incassi da autovelox ad Ancona: cosa è cambiato

Ancona è la città che ha registrato la maggiore crescita percentuale degli incassi da autovelox: dai 855mila euro del 2026 a oltre 1,8 milioni nel 2026, mentre il totale delle principali 20 città è calato dell’8,9%

Crescita record di incassi da autovelox ad Ancona: cosa è cambiato

Negli ultimi conteggi sul ricavo delle sanzioni per eccesso di velocità, Ancona spicca per un’impennata che non trova eguali tra le grandi città italiane. Secondo l’analisi del Codacons basata sulla rendicontazione comunale inviata entro il 31 maggio al Ministero dell’Interno, il capoluogo marchigiano è passato da 855.000 euro di proventi nel 2026 a oltre 1,8 milioni di euro nel 2026, registrando un aumento del 116,6%.

Un’impennata che sorprende il panorama nazionale

Il balzo di Ancona va letto in rapporto al contesto generale: nelle principali venti città italiane i proventi da autovelox sono complessivamente diminuiti dell’8,9%, scendendo da 62,1 milioni nel 2026 a 56,5 milioni nel 2026. Questo contrasto rende Ancona un caso anomalo, dove le entrate sono più che raddoppiate mentre molte altre realtà hanno registrato perdite significative.

Classifica dei maggiori incassi

Pur con il calo generale, alcune città mantengono incassi molto elevati: Firenze guida la graduatoria con 19,7 milioni, seguita da Bologna con 9,2 milioni e da Milano con 6,9 milioni. Subito dopo figurano città come Genova e Palermo, che restano tra le amministrazioni con i maggiori introiti assoluti.

Variazioni nette: chi perde e chi guadagna

Nel confronto tra anni emergono capoluoghi con cali netti e altri con incrementi importanti. Tra le perdite più marcate si segnalano Roma, passata da 4,8 a 2,3 milioni (-52%), e Milano con una diminuzione del 34,8%. I ribassi più drastici riguardano invece Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%).

Città con aumenti significativi

All’estremità opposta della classifica, oltre ad Ancona (+116,6%), si collocano Genova (+54%) e Cagliari (+42%), amministrazioni che hanno visto crescere sensibilmente i proventi legati agli apparecchi di rilevazione della velocità.

Cause e fattori dietro i numeri

Secondo il Codacons, il calo nazionale è in gran parte spiegabile con le novità normative e con le pronunce giudiziarie che hanno interessato gli strumenti di misurazione. Nel corso del 2026 sono entrate in vigore nuove regole più rigorose per l’installazione e l’utilizzo degli autovelox, e la Corte di Cassazione ha pronunciato sentenze contro sanzioni elevate da apparecchi non omologati. In diversi casi le amministrazioni hanno disattivato dispositivi dopo le pronunce, con effetti immediati sui ricavi.

Il ruolo del censimento e delle normative

Il processo di censimento degli strumenti, che obbliga i comuni a comunicare i dati al Ministero, ha aumentato la trasparenza sui numeri e sulle procedure; la regolamentazione scattata il 12 giugno 2026 ha poi imposto criteri più stringenti, incidendo sulle modalità di impiego e sul calcolo delle entrate.

Il fenomeno delle piccole municipalità ad alto introito

Lo studio mette in luce anche casi paradossali di piccoli comuni che raccolgono somme ingenti grazie a singole arterie molto trafficate. Esempi emblematici sono Galatina, che nel 2026 ha totalizzato oltre 5,3 milioni di euro, e Colle Santa Lucia, un borgo delle Dolomiti con poche centinaia di abitanti che ha incassato oltre 2 milioni nel periodo 2026-2026 grazie a un solo autovelox.

Questi episodi alimentano il dibattito sul confine tra controllo della sicurezza stradale e utilizzo degli strumenti come fonte di entrata per i bilanci locali: da un lato c’è la necessità di contrastare l’eccesso di velocità e ridurre gli incidenti, dall’altro emergono dubbi sull’equilibrio tra funzione sanzionatoria e interesse economico.

In conclusione, mentre il totale dei ricavi da autovelox nelle principali città italiane è diminuito, Ancona si posiziona come l’eccezione più netta: un incremento percentuale che la pone al centro delle discussioni sulle politiche di controllo del traffico e sulle ricadute finanziarie per gli enti locali.

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