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Consiglio di Ancona, tensione per le parole su Gaza

In Consiglio comunale ad Ancona un paragone su Gaza pronunciato dalla consigliera Maria Grazia De Angelis provoca l'uscita dall'aula dell'opposizione e divisioni nella maggioranza.

Consiglio di Ancona, tensione per le parole su Gaza

Nel corso della seduta del consiglio comunale di Ancona del 13/10/2026, un paragone pronunciato dalla consigliera di Fratelli d’ItaliaMaria Grazia De Angelis ha scatenato una forte reazione da parte delle forze di opposizione. Il dibattito riguardava una mozione presentata dalla stessa De Angelis per richiamare l’attenzione sulla condizione dei cristiani perseguitati nel mondo.

La consigliera ha affermato che, «in confronto ad alcune parti del mondo dove i cristiani sono perseguitati, Gaza somiglia a una spiaggia della riviera romagnola». La frase ha determinato l’uscita dall’aula dei banchi dell’opposizione, che ha seguito la seduta dall’esterno e ha denunciato la gravità delle parole pronunciate.

La frase di Maria Grazia De Angelis e il prosieguo del dibattito

Durante il suo intervento De Angelis ha cercato di inquadrare la mozione ricordando numeri e situazioni che, a suo avviso, rappresentano una emergenza di tutela. Ha parlato di «13 cristiani uccisi al giorno», di «migliaia di bambini uccisi» e di donne vittime di violenze, per sottolineare il carattere internazionale del problema. Le parole sul paragone geografico hanno però monopolizzato l’attenzione e fatto precipitare il confronto parlamentare in una contestazione formale.

Contenuto della mozione e posizione dell’autrice

La mozione presentata dalla consigliera era incentrata sulla tutela della dignità delle persone e sulla condanna delle persecuzioni per motivi religiosi. De Angelis ha detto di volere porre al centro il rispetto degli individui, sostenendo che il testo fosse necessario per ribadire un principio universale. Nonostante le proteste, la maggioranza ha deciso di proseguire la discussione e mettere ai voti il documento.

Reazioni politiche, abbandono dell’aula e risultato del voto

L’uscita dall’aula dei consiglieri di opposizione è stata motivata come gesto di protesta contro «parole indegne» e «offesa alle sofferenze della popolazione di Gaza», secondo quanto dichiarato dai rappresentanti del Pd e di altre liste di centrosinistra. In particolare il consigliere Francesco Rubini ha definito il paragone «una vergogna infinita» e ha abbandonato l’aula, gesto seguito da altri esponenti dell’opposizione.

Risultato del voto e posizioni nella maggioranza

Nonostante la tensione, la mozione è stata approvata a maggioranza con 19 voti favorevoli1 astenuto e 0 contrari. Il presidente del Consiglio comunale, Simone Pizzi ha spiegato di aver condiviso il contenuto del testo ma non il tono di molte delle argomentazioni espresse in Aula, sottolineando di aver «messo al centro la dignità della persona e il rispetto del prossimo». Pizzi ha osservato che alcuni interventi avevano oltrepassato il contenuto formale della mozione e si erano trasformati in prese di posizione di carattere morale.

I consiglieri del Partito Democratico hanno criticato anche il silenzio del sindaco e di parte della maggioranza, ritenendolo un comportamento complice di fronte a parole ritenute inaccettabili. Secondo i rappresentanti Pd, troppo pochi nella coalizione si sono dissociati pubblicamente da quanto detto in aula.

Dichiarazioni e impatto sull’attività istituzionale

Le polemiche hanno avuto ricadute sull’attività consiliare: il dibattito si è polarizzato attorno alle modalità con cui è stata argomentata la mozione e non solo sul merito della tutela dei cristiani perseguitati. Alcuni esponenti della maggioranza hanno lasciato l’aula in segno di dissenso rispetto ai toni usati, mentre altri si sono attenuti al regolamento procedurale e hanno votato il testo.

Il caso ha messo in evidenza come un singolo paragone linguistico possa alterare il clima politico locale e richiamare l’attenzione su questioni internazionali dentro una sede istituzionale municipale. L’episodio resta agli atti del Consiglio comunale e potrebbe alimentare ulteriori confronti pubblici tra maggioranza e opposizione nelle prossime sedute.

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