Ancona si anima con i concerti in piazza Cavour, un evento che attira folle di giovani e non solo. Le note dei musicisti risuonano tra i corsi del centro, trasformando la serata in un momento di festa collettiva. Ma mentre la musica riempie l’aria, i commercianti devono prendere decisioni importanti riguardo agli orari di apertura e chiusura dei loro negozi.
La presenza di eventi musicali di rilievo, come quelli con Gabbani e Compay Segundo, cambia radicalmente il panorama del centro città. Le strade si riempiono di persone che, tra un acquisto e un aperitivo, vivono la città in modo diverso. Tuttavia, la gestione degli orari diventa un dilemma per molti esercenti.
Le testimonianze dei commercianti
Dorian Dosku, gestore del bar ristorante greco sotto la Galleria Dorica, è convinto che queste serate siano un’opportunità da non perdere. Chiudo sempre tardi, a mezzanotte, e per gli eventi anche fino all’una, e oltre afferma Dosku. Per i concerti c’è movimento non tanto, ma qualcosa si vede. Infatti stasera ho un tavolo prenotato per dei ragazzi che vengono a cena dopo il concerto. Aspettiamo questi momenti per lavorare un po’ di più.
Fabio Guiotto, del bar Bàgolo di via Castelfidardo, offre una prospettiva più cauta ma non negativa. Bàgolo chiude generalmente verso le 22, siamo organizzati così spiega Guiotto. Dopo le 23 non è per noi, siamo più diurni che notturni. Per la movida notturna c’è piazza del Papa. Però i concerti funzionano. Sabato scorso con i Subsonica abbiamo fatto sold out, è stato un successone, dalle 18.30 alle 21 abbiamo lavorato molto bene e con belle persone.
L’impatto economico delle aperture prolungate
Olga Ozeryanko, responsabile del negozio Miriade di corso Garibaldi, sposta l’attenzione sui numeri concreti. So di certo che non ha senso restare aperti fino alle 23 e oltre, l’abbiamo già sperimentato, per esempio all’apertura dei saldi, fino alle 22 afferma Ozeryanko. La gente fino alle 19.30 entra nei negozi, poi passeggia e basta. Se funzionasse, se ci fosse riscontro, staremmo aperti volentieri. Ma non è così.
Cristina Frontini di Intimissimi condivide questa opinione. Noi chiudiamo alle 20, ma sabato scorso con i Subsonica siamo stati aperti fino alle 21.30 racconta Frontini. Tenere aperto in quella fascia oraria è inutile, la gente va a cena o al concerto. E dopo le 23 sarebbe davvero difficile, anche perché la mattina si comincia alle 9.30.
La sicurezza come priorità
Eleonora Lenisi della profumeria Galeazzi difende la scelta di orari invariati anche nei giorni di grande afflusso. Noi chiudiamo alle 20, sempre, a prescindere dai concerti afferma Lenisi. Perché quando abbiamo tenuto aperto più tardi non abbiamo visto nessun giovamento, anzi, c’era il rischio che poi entrasse qualche persona poco raccomandabile anche perché le forze dell’ordine quando ci sono eventi sono concentrate altrove.
Le scelte dei commercianti riflettono le diverse esigenze e priorità di ciascuno. Mentre alcuni vedono nei concerti un’opportunità per aumentare il fatturato, altri preferiscono mantenere orari tradizionali per garantire sicurezza e sostenibilità economica. La sfida è trovare un equilibrio che soddisfi sia i clienti che i negozianti, in un contesto che continua a evolversi con il passare delle stagioni.



