11 Giugno 2026 ☁ 21°

Comunità educante a Fabriano: don Ciotti e i risultati concreti del Patto Territoriale

A Fabriano, don Luigi Ciotti ha partecipato a un incontro sulla comunità educante, presentando i risultati concreti del Patto Territoriale

Comunità educante a Fabriano: don Ciotti e i risultati concreti del Patto Territoriale

Fabriano si è trasformata in un laboratorio di innovazione sociale grazie all’impegno congiunto di istituzioni, associazioni e cittadini. Al centro di questa trasformazione, l’incontro pubblico del 10 giugno 2026 con don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera che ha portato alla luce i risultati tangibili del Patto Educativo Territoriale di Comunità.

L’evento, tenutosi nella Sala Consiliare del Palazzo del Podestà ha rappresentato un momento cruciale per il territorio, mettendo in luce come l’educazione possa diventare un affare di tutti. Don Ciotti ha aperto l’incontro con un messaggio potente: «Oggi qui non è venuto don Ciotti. Io rappresento un ‘Noi’, non un ‘Io’. Diffidate sempre dei navigatori solitari».

I numeri di una rivoluzione educativa

I dati presentati durante l’incontro parlano chiaro. I Centri di Aggregazione Giovanile (CAG) di Fabriano e Cerreto d’Esi sono diventati punti di riferimento per i giovani. A Fabriano, gli accessi mensili sono passati da 122 a 843 tra e marzo 2026, con un totale di 8.323 accessi e 867 persone diverse intercettate. Il CAG è frequentato anche nel fine settimana, con una media di 25,2 presenze giornaliere.

Non solo numeri, ma anche storie di successo. Andrea, un giovane utente del servizio, ha dichiarato: «Il CAG per me è stato un punto di svolta. Un’enorme opportunità per tutti noi ragazzi di Fabriano che vogliamo fare musica o attività ludiche. È soprattutto un posto sicuro e di buona contaminazione».

L’educativa di strada: intercettare i bisogni invisibili

Un altro elemento chiave del progetto è l’educativa di strada che ha permesso agli educatori di uscire dalle strutture per abitare i luoghi informali dei ragazzi, come parcheggi e giardini. Questo approccio ha permesso di intercettare solitudini e bisogni altrimenti invisibili, rendendo il progetto ancora più efficace.

Il ruolo delle istituzioni e delle associazioni

L’incontro ha visto la partecipazione di diverse figure istituzionali, tra cui Lamberto Pellegrini, coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale 10 e Maurizio Serafini, assessore alla Comunità del Comune di Fabriano. Pellegrini ha sottolineato l’importanza di un sistema di protezione e crescita collettiva, mentre Serafini ha delineato le prossime tappe del progetto, tra cui il rilancio dei CAG e progetti innovativi di peer education.

David Grillini, sindaco di Cerreto d’Esi, ha ricordato la complessità della sfida educativa: «Il disagio sociale è in netta crescita e preoccupa le istituzioni. Come Comuni non riusciamo a intercettare da soli tutte le necessità: per questo l’intersezione sinergica con il terzo settore è assolutamente fondamentale».

L’incontro ha anche visto la partecipazione di Angela La Gioia, presidente dell’Università della Strada del Gruppo Abele, che ha ripercorso le tappe del percorso iniziato nel 2026 e consolidatosi a fine 2026 con il Patto di Comunità. La Gioia ha sottolineato l’importanza di ascoltare i giovani e ribaltare la prospettiva, guardando alle loro potenzialità.

Un esempio concreto di come l’impegno congiunto di istituzioni, associazioni e cittadini possa cambiare il volto di un territorio.

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