In un episodio che ha scosso la tranquillità di Chiaravalle, due uomini sono stati denunciati per aver truffato un’anziana di 85 anni. I malviventi si sono spacciati per carabinieri convincendo la vittima a consegnare loro i suoi gioielli in oro con un pretesto ingannevole.
L’accaduto risale al 6 luglio 2026 quando l’anziana ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è presentato come un appartenente all’Arma dei Carabinieri. Il truffatore ha inventato una storia di indagini relative a una rapina di gioielli, convincendo la donna a preparare e consegnare tutti i suoi monili in oro a un presunto “delegato” per una verifica.
Il raggiro e l’intervento dei carabinieri
Poco dopo la telefonata, un complice si è presentato presso l’abitazione dell’anziana, riuscendo a farsi consegnare svariati gioielli in oro. L’impegno profuso dai militari dell’Arma ha prodotto risultati immediati: in pochi giorni, infatti, i Carabinieri hanno identificato i responsabili della truffa.
I due uomini, di 39 e 44 anni, residenti in un’altra regione, sono stati denunciati per truffa aggravata. Entrambi hanno precedenti penali e di polizia, il che ha facilitato l’identificazione da parte delle forze dell’ordine.
Questo episodio non è isolato. Recentemente, la Polizia di Stato ha lanciato un allarme riguardo a tentativi di raggiro simili, invitando i commercianti e i cittadini a prestare molta attenzione. In particolare, si ricorda che nessun appartenente alle forze di polizia chiede telefonicamente denaro, bonifici, gioielli o altri beni, né invita a consegnarli a presunti incaricati.
“Invitiamo a non lasciarsi condizionare da situazioni di apparente urgenza e a verificare sempre l’identità di chi si presenta o di chi contatta telefonicamente qualificandosi come appartenente alle forze dell’ordine”, ha dichiarato una fonte della Polizia di Stato.
Il caso di Pordenone
Un episodio simile è avvenuto a Pordenone dove un falso carabiniere ha truffato un compro oro riuscendo a farsi consegnare un chilogrammo di oggetti preziosi. Il truffatore ha convinto il gestore del negozio a consegnare i gioielli con il pretesto di un’indagine in corso.
Gli investigatori della Squadra Mobile e della Scientifica stanno visionando le telecamere e analizzando gli elementi raccolti nel tentativo di identificare il falso militare e il suo complice. La Polizia di Stato ha anche ricordato che il falso carabiniere non aveva alcun titolo per chiedere accertamenti sulla licenza, cosa che compete alla Questura.
Questi episodi sottolineano l’importanza di rimanere vigili e di verificare sempre l’identità di chi si presenta come appartenente alle forze dell’ordine. La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine è fondamentale per prevenire e contrastare questi tipi di reati.



