La Mole di Ancona è stata luogo di un commiato che ha raccolto affetto e riconoscenza: la città ha voluto salutare il ristoratore Antonio Ambrosio, che dal 17 settembre 1981 aveva guidato il ristorante Giardino sul Viale. Alla serata hanno partecipato circa 700 persone, tra amici, colleghi, rappresentanti del mondo imprenditoriale e istituzionale, e la famiglia che ha condiviso anni di lavoro e impegno.
Emozionato e riconoscente, Ambrosio ha pronunciato parole semplici e dirette: “Questa sera volevo semplicemente dire grazie ad Ancona.” Accanto a lui la moglie Maria visibilmente commossa, e la figlia Sara presente con discrezione. Il ristorante passerà nelle mani del nipote Paolo Ambrosio che ha già espresso la volontà di proseguire l’opera iniziata dallo zio seguendo il suo esempio
Il tributo pubblico e le parole del sindaco
Il saluto delle istituzioni è stato parte centrale della serata: il sindaco Daniele Silvetti ha portato il ringraziamento formale dell’amministrazione, sottolineando come Ambrosio abbia saputo coniugare umanità e capacità imprenditoriali, diventando «un punto di riferimento per Ancona» e offrendo opportunità di lavoro concreto a molti giovani. Il tono del discorso ha messo in evidenza non solo la qualità della proposta gastronomica del Giardino ma anche il valore sociale e formativo dell’attività di Ambrosio.
Presenze e ritratti dell’evento
La platea alla Mole ha restituito l’ampiezza del legame tra Ambrosio e la città: c’erano imprenditori come rappresentanti di MSC Crociere e di Innoliving albergatori, professionisti e anche figure legate al mondo dello sport come il vertice dell’Ancona Calcio. Tra i nomi presenti figuravano l’imprenditore Eros Cecconi, la giurista Marina Magistrelli il giudice Francesca Betti e il dottor Emanuele Rossi. Questa composizione ha trasformato la serata in uno spaccato della città, dove reti professionali e legami personali si incontrano.
La famiglia e il passaggio generazionale al Giardino
La decisione di cedere la gestione del locale al nipote ha dato alla serata un tono di chiusura e al tempo stesso di continuità. Paolo Ambrosio ha ammesso di sentire «la responsabilità» del compito ma anche la fiducia nell’eredità lasciata dallo zio: il percorso imprenditoriale, ha detto, è tracciato e bisognerà solo seguirne il modello basato su passione e cura per la clientela. La moglie Maria ha sintetizzato il sentimento della famiglia parlando di una «parentesi importantissima» che si chiude, con la promessa di avere ora più tempo da dedicare a se stessi.
La scelta del nipote come successore riafferma la dimensione familiare e territoriale del ristorante: il Giardino non è solo un’attività economica ma anche un luogo di relazioni consolidate, spesso nate e cresciute lungo decenni di esperienza nella ristorazione anconetana.
Riconoscimenti informali e riflessi sulla città
Oltre ai saluti ufficiali, la serata ha visto interventi più personali: amici storici e clienti hanno raccontato aneddoti e ricordato momenti in cui il ristorante ha fatto da sfondo alla vita cittadina. Un amico, Alberto Rossi, ha definito Ambrosio un esempio imprenditoriale da seguire, sottolineando il segno lasciato in città. La presenza di numerosi cittadini, non solo volti noti, ha confermato la popolarità trasversale della figura di Ambrosio e il ruolo del locale come luogo di aggregazione.
La cerimonia alla Mole si è così trasformata in un ritratto collettivo: la vicenda personale di un ristoratore si è intrecciata con la memoria collettiva di Ancona e il passaggio al nuovo gestore rappresenta l’avvio di una fase successiva che dovrà mantenere l’identità costruita negli anni. La serata, aggiornata alle ore 14:44 e celebrata nel contesto del racconto cittadino, rimane una testimonianza del legame profondo tra un locale e la comunità che lo ha sostenuto.



