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Affluenza alle 12 nelle Marche: Macerata e Fermo sotto il dato precedente

Alle 12 le prime rilevazioni parlano di un'affluenza complessiva del 13,70% nelle Marche: Macerata e Fermo registrano percentuali più basse rispetto all'ultima tornata e i dati presentano piccole discrepanze tra fonti

Affluenza alle 12 nelle Marche: Macerata e Fermo sotto il dato precedente

Il primo rilevamento delle ore 12 per le elezioni amministrative nelle Marche indica un calo generale dell’affluenza rispetto alla precedente tornata. Le urne sono aperte in 27 Comuni della regione e i dati parziali raccolti sui 247 seggi mostrano una partecipazione complessiva del 13,70%, contro il 15,13% registrato nella tornata precedente. Questo aggiornamento iniziale offre un quadro d’insieme utile per valutare la mobilitazione elettorale nelle diverse province.

Nei capoluoghi di provincia la situazione è analoga: Macerata segna il 13,45% alle 12 (rispetto al precedente 15,22%), mentre i dati su Fermo presentano una lieve oscillazione tra rilevazioni diverse, con percentuali indicate attorno al 13,39% e altre fonti che riportano il 14,47%. Alcuni centri come Senigallia e San Benedetto del Tronto registrano valori che si aggirano intorno al 14% e al 13% a seconda delle rilevazioni locali.

Dove si vota e quanti sono gli elettori

Le operazioni di voto coinvolgono 27 Comuni marchigiani per un totale di 221.401 elettori. Il turno interessa capoluoghi e centri minori distribuiti nelle cinque province: nella provincia di Ancona sono chiamati ai seggi Senigallia, Loreto, Maiolati Spontini e Cerreto d’Esi; nell’Ascolano figurano San Benedetto del Tronto, Colli del Tronto, Appignano del Tronto e Cossignano; nella provincia di Fermo il capoluogo e varie municipalità minori; nel Maceratese il capoluogo e altri centri; in Pesaro Urbino alcuni comuni dell’entroterra e della costa.

Ripartizione degli elettori per provincia

La distribuzione degli aventi diritto è dettagliata per provincia: circa 61.125 nell’Anconetano, 47.085 nell’Ascolano, 41.870 nel Fermano, 46.322 nel Maceratese e 24.599 in provincia di Pesaro Urbino. Tra questi, i due capoluoghi contano insieme decine di migliaia di elettori: all’appello ci sono pesi elettorali diversi che possono influenzare l’interpretazione delle percentuali di partecipazione.

Modalità di voto e possibili esiti

Nei Comuni con più di 15.000 abitanti (tra cui Macerata, Fermo, Senigallia e San Benedetto del Tronto) gli elettori possono scegliere tra diverse opzioni: votare solo il simbolo di una lista, votare il simbolo e contemporaneamente il nome di un candidato sindaco diverso con il cosiddetto voto disgiunto, oppure votare esclusivamente il candidato sindaco. Questa flessibilità può incidere sui risultati in prima battuta e sulle alleanze in caso di ballottaggio.

Regole per Comuni più piccoli

Nei centri sotto i 15.000 abitanti il voto è più semplice: si può tracciare il segno sul contrassegno della lista o sul nominativo del candidato sindaco e, a seconda della fascia demografica, esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale. In particolare, tra 5.000 e 15.000 abitanti si possono esprimere due preferenze solo se riguardano candidati di sesso diverso della stessa lista; per i comuni fino a 5.000 abitanti è prevista una sola preferenza scritta.

Interpretare i numeri: confronto con il passato e discrepanze

Il confronto con la tornata precedente mette in luce un calo sensibile: dal 15,13% alle 12 si passa a un 13,70% complessivo. Alcune rilevazioni locali mostrano differenze nei singoli Comuni, come le segnalazioni contrastanti su Fermo tra il 13,39% e il 14,47%. Tali scostamenti derivano da aggiornamenti differenti tra le piattaforme che monitorano i seggi e dalla tempistica di chiusura delle sezioni, perciò è consigliabile attendere i dati delle successive rilevazioni (alle 19, alle 23 e il dato definitivo alle 15 del giorno seguente) per una fotografia completa.

Se nessun candidato raggiungerà la maggioranza assoluta (50% + 1), si andrà al ballottaggio previsto per domenica 7 e lunedì 8 giugno: in quei giorni si decideranno i sindaci delle realtà più grandi; nei centri sotto i 15.000 abitanti non è previsto il turno di ballottaggio. Le prossime rilevazioni forniranno elementi più solidi per capire l’andamento della partecipazione e l’impatto sulle strategie politiche locali.

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