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Marche Pride 2026 ad Ancona: dal Passetto a piazza Pertini tra diritti e assenze istituzionali

Il Marche Pride è tornato ad Ancona il 6 giugno 2026 con un corteo dal Passetto a piazza Pertini, un manifesto che chiede protezioni legali e servizi sanitari accessibili e polemiche per l'assenza di patrocinio regionale e comunale

Marche Pride 2026 ad Ancona: dal Passetto a piazza Pertini tra diritti e assenze istituzionali

Il 6 giugno 2026 Ancona ha ospitato il marche pride, manifestazione regionale che quest’anno si è presentata con lo slogan «Lotta Manifesta». Il ritrovo è avvenuto alle 16 al Monumento ai caduti del Passetto e il corteo è partito intorno alle 16.45-17 per dirigersi verso piazza Pertiniattraversando viale della Vittoriapiazza Cavourcorso Stamira e piazza Stamira. Gli organizzatori hanno previsto che tutti gli interventi fossero tradotti in LIS e hanno messo a disposizione un carro di riposo per chi ne aveva bisogno.

Conferenza stampa e messaggi degli organizzatori

La giornata è cominciata con una conferenza nella sala del consiglio comunale. Il presidente del Comitato Marche Pride, Matteo Marchegianiha aperto ricordando il crollo della palazzina a Porto Sant’Elpidio e sottolineando la necessità di mantenere la dimensione umana della manifestazione. Nel corso dell’incontro è stato presentato il manifesto politico dell’edizione 2026, che affronta temi come diritti civilisalutegenitorialitàtutele per le persone trans e intersexsalute mentale e accesso all’aborto. Marchegiani ha richiamato dati preoccupanti, ricordando che nel Paese viene segnalata un’aggressione di stampo omolesbobitransfobico ogni due giorni.

Assenze istituzionali e patrocinio

Il comitato ha ottenuto il patrocinio di numerosi Comuni delle Marche, ma non quello della Regione marche (che anche quest’anno non ha ricevuto domanda dagli organizzatori) e nemmeno del Comune di Ancona. Quest’ultimo ha concesso l’uso della sala consiliare per la conferenza ma ha motivato il mancato patrocinio con il rischio di «possibili strumentalizzazioni politiche». Gli organizzatori hanno respinto questa lettura, sostenendo che il manifesto non contiene richieste incompatibili con una società civile.

Richieste del manifesto e testimonianze pubbliche

Nel documento politico vengono chieste diverse misure concrete: una legge contro le discriminazioni omolesbobitransfobichel’equiparazione delle coppie LGBTQIA+ in materia di adozioni, la revoca della legge del 2026 che penalizza la gestazione per altripercorsi di transizione gratuiti e accessibili nel servizio sanitario pubblico e l’abrogazione del divieto di linguaggio inclusivo nelle comunicazioni ufficiali introdotto nel 2026. Sul fronte dell’interruzione volontaria di gravidanzail manifesto denuncia che più della metà dei ginecologi è obiettore di coscienza e che meno di tre consultori su quattro forniscono orientamento e certificazione per l’aborto.

Tutele per persone trans, non binarie e intersex

Il segretario del comitato, Giacomo Galeottiha posto l’accento sulla vulnerabilità di persone transnon binarie e intersex. Galeotti ha citato episodi recenti di odio online e ha richiesto la concreta attuazione di una proposta di legge che vieterebbe gli interventi chirurgici non consensuali sui minori intersex, sintetizzata dallo slogan «Giù le mani dai bambini».

Presenze associative, musica e chiusura della serata

Tra le realtà partecipanti sono intervenute sindacati e associazioni locali: la CGIL Marche ha sfilato con un proprio carro e in conferenza la segretaria regionale Eleonora Fontana ha ricordato che molte richieste di supporto riguardano discriminazioni sul lavoro e microaggressioni. Presente anche Agedo Marche con la presidente Maria Cristina Mochiche ha sottolineato il ruolo del sostegno familiare verso persone trans e intersex.

Spettacolo e eventi collaterali

La serata in piazza Pertini ha previsto interventi pubblici e momenti di intrattenimento: sono attese esibizioni della drag queen Priscilla e delle Karma Bcon la chiusura ufficiale della giornata affidata al Wonder Party a Camerano.

Il contesto regionale è stato richiamato anche attraverso dati comparativi: nella Rainbow Map redatta da Ilga per il 2026 l’Italia risulta 36ª su 49 Paesi europei per la tutela dei diritti della comunità LGBTQIA+, con un punteggio di 24 su 100, cifra citata dagli organizzatori per motivare l’urgenza delle richieste politiche e sociali della manifestazione.

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