Ad Ancona, il Marche Pride 2026 ha visto migliaia di persone scendere in piazza per rivendicare diritti e inclusione. La manifestazione, partita dal Passetto, ha attraversato le vie del capoluogo dorico con un messaggio chiaro: lotta manifesta contro le discriminazioni.
La rabbia e il disagio della comunità Lgbtqia+
Lo slogan “Lotta manifesta” è stato scelto per rappresentare la rabbia e il disagio quotidiano che la comunità Lgbtqia+ vive. Matteo Marchegiani, uno degli organizzatori, ha spiegato che le istituzioni, sia regionali che nazionali, non stanno dando risposte adeguate. “Ogni due giorni in Italia si verifica un’aggressione omolesbotransfobica”, ha dichiarato Marchegiani, sottolineando che nel 2026 nella regione sono state supportate più di 70 persone vittime di violenza e discriminazione.
Cartelli e striscioni per l’inclusione
Tra i cartelli esposti durante la manifestazione, alcuni recitavano “L’amore è una cosa terribile da odiare” e “C’è qualcosa che vorresti sentire urlare? Ti prestiamo la voce”. Anche la Cgil Marche ha aderito all’iniziativa, mostrando il proprio sostegno con uno striscione affisso su uno dei camion che hanno sfilato al ritmo di musica e balli. “È una manifestazione pacifica, una giornata di festa”, ha sottolineato Eleonora Fontana della Cgil Marche, “ma anche una giornata di lotta per rivendicare i diritti di tutte le persone”.
La presenza delle istituzioni e il rifiuto del patrocinio regionale
Alla manifestazione hanno partecipato anche rappresentanti del Pd Marchetra cui la segretaria regionale Chantal Bomprezzi. “Promuoviamo sempre i nostri valori, quelli della lotta alle disuguaglianze in ogni forma”, ha dichiarato Bomprezzi, sottolineando la vicinanza del partito alla comunità Lgbtqia+. Tuttavia, è stato rilevato l’ennesimo rifiuto di patrocinio della Regione all’iniziativa del Marche Pride.
Ondata omofoba sul Modena Pride: minacce e solidarietà
Mentre ad Ancona si celebrava il Marche Pride, a Modena si registrava un’ondata di odio online contro il Modena Pridein programma per il 20 giugno. Migliaia di commenti violenti e minacce sono apparsi sui social, con alcuni utenti che hanno invocato addirittura una strage. “Date un permesso al musulmano, che faccia un passaggio in mezzo a questi depravati pervertiti”, si leggeva in alcuni post, in riferimento all’attentato del 16 maggio in centro a Modena, dove Salim El Koudri aveva travolto passanti innocenti con la sua auto.
La solidarietà di Arcigay e delle istituzioni
Angelica Polmonari ed Elisa Fraulini, rispettivamente presidente e vice presidente di Arcigay Modenahanno espresso preoccupazione per i commenti d’odio, ma hanno apprezzato la solidarietà giunta da più parti. “L’attacco mirato dimostra concretamente come l’odio in rete non resti mai confinato online”, hanno affermato. Anche il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, e l’assessora alla sicurezza Alessandra Camporota hanno sottolineato il sostegno dell’amministrazione al Pride come momento di lotta contro le discriminazioni.
La comunità Lgbtqia+ continua a lottare per i propri diritti, tra manifestazioni di solidarietà e ondate di odio. Il Marche Pride 2026 ad Ancona e il Modena Pride sono solo due esempi di come la lotta per l’inclusione e contro le discriminazioni sia ancora attuale e necessaria.



