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Ancona si colora per Marche Pride: dal Passetto a piazza Pertini tra drag e istanze

Il Marche Pride ha attraversato Ancona partendo dal Passetto con un percorso accessibile, ospiti come Karma B e Priscilla, interventi tradotti in lingua dei segni e richieste alla Regione su servizi per persone trans e contrasto alle violenze

Ancona si colora per Marche Pride: dal Passetto a piazza Pertini tra drag e istanze

Il Marche Pride è tornato ad Ancona con un corteo che ha preso avvio dal Monumento ai Caduti del Passetto e ha attraversato il centro cittadino, trasformando le strade in una festa politica e sociale. Tra bandiere arcobaleno, cartelli con slogan e musica, la manifestazione ha puntato l’attenzione su diritti, sicurezza e servizi mancanti per le persone LGBTQIA+che secondo gli organizzatori subiscono quotidiane discriminazioni.

Il percorso e le misure pensate per l’inclusività

Il corteo ha imboccato il Viale della Vittoriaè passato davanti al Municipioha circumnavigato Piazza Cavourè entrato in Piazza Stamira e ha raggiunto Piazza Pertinidove si sono svolti gli interventi delle realtà associative aderenti al comitato. L’itinerario è stato studiato per essere privo di barriere, con lo scopo di garantire la partecipazione a persone con disabilità: un aspetto pratico che ha evidenziato la volontà degli organizzatori di rendere l’evento concretamente accessibile. Inoltre, tutti i discorsi in piazza sono stati tradotti nella lingua dei segni e sono stati distribuiti adesivi “no foto” per tutelare chi non voleva essere ripreso dalle telecamere.

Presenze e anima dello spettacolo

Alla giornata hanno preso parte ospiti di rilievo del mondo drag e dello spettacolo: il duo Karma Bnoto per satira e performance che mescolano musica e riflessione, e Priscillafigura riconosciuta nel panorama drag nazionale e conosciuta per il ruolo di conduttrice televisiva. Priscilla ha detto di prediligere i Pride “più piccoli”, sottolineando come nei territori la comunità abbia maggior bisogno di sostegno: un messaggio che ha fatto da filo conduttore alle dichiarazioni degli intervenuti.

Rivendicazioni politiche e numeri sulla violenza

Il luogo degli interventi è stato anche il palco delle richieste istituzionali: il comitato promotore ha annunciato l’intenzione di chiedere alla Regione l’istituzione di un tavolo di confronto per affrontare problemi concreti come l’assenza di percorsi di affermazione di genere per le persone trans nella regione, costrette spesso a rivolgersi ad altre zone del Paese. Matteo Marchegiani, presidente del comitato, ha richiamato dati preoccupanti: a livello nazionale si registra una violenza omolesbotransfobica con cadenza stimata di circa ogni due giorni, mentre nelle Marche nel 2026 il comitato ha fornito supporto a oltre 70 persone vittime di violenza e discriminazione.

Assenze istituzionali e posizioni dei partiti e sindacati

Tra i temi caldi emersi durante la manifestazione c’è stata anche l’assenza di rappresentanti del Comune, che secondo gli organizzatori avrebbe declinato l’invito per evitare strumentalizzazioni politiche, e il mancato rilascio del patrocinio comunale. Il comitato ha confermato inoltre che stavolta non è stata chiesta la partecipazione formale alla Regione, a causa di precedenti rifiuti basati su limiti procedurali. Nonostante ciò, erano presenti esponenti politici e sindacali: la segretaria regionale del Partito Democratico ha partecipato fisicamente, ribadendo l’adesione formale e il sostegno ai valori della manifestazione, mentre la CGIL Marche ha sfilato con uno striscione su uno dei camion del corteo, marcando il carattere sia festoso sia di lotta dell’iniziativa.

Slogan, partecipazione e atmosfera

Lo slogan scelto per l’edizione è stato “Lotta manifesta“, definito dagli organizzatori come espressione della rabbia e del disagio accumulati dalla comunità. Cartelli come “L’amore è una cosa terribile da odiare” e messaggi di solidarietà hanno colorato la manifestazione, che secondo le diverse stime ha visto la partecipazione di centinaia fino a migliaia di persone provenienti da tutta la regione. Musica, balletti e camion con impianti audio hanno scandito il corteo, che ha avuto momenti di festa alternati a interventi più politici e informativi.

Al termine della giornata il comitato ha ribadito l’impegno a proseguire nella richiesta di tutele e servizi: fra queste priorità emergono percorsi sanitari e amministrativi per le persone trans, maggior prevenzione e contrasto alle aggressioni verbali e fisiche e il potenziamento dei servizi di supporto sul territorio. L’evento ha confermato la capacità del movimento di trasformare una manifestazione colorata in un’occasione concreta di denuncia e proposta.

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