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Spesa per beni durevoli: flessioni e difese nelle Marche e in Piemonte

I dati Findomestic 2026 raccontano una domanda più prudente: le Marche e il Piemonte registrano cali complessivi, con forti contrazioni nei motoveicoli e segnali di resilienza nei settori casa e digitale

Spesa per beni durevoli: flessioni e difese nelle Marche e in Piemonte

Nell’analisi annuale dei consumi elaborata da Findomestic emerge un quadro differenziato per regione: nel 2026 molte famiglie hanno ridotto la spesa per i beni durevoli, ma con dinamiche diverse tra territori. Il fenomeno più evidente riguarda il mondo della mobilità, dove nuovi e usati si muovono con tendenze opposte in alcune aree, mentre i comparti legati alla casa e alla tecnologia spesso mostrano tenuta o crescita.

Questo articolo ricompone i principali dati per le Marche e il Piemonte, confrontando numeri, province significative e i segnali che gli acquisti domestici e digitali inviano a consumatori e operatori economici.

Lo stato della spesa nelle Marche

Nel 2026 la spesa delle famiglie marchigiane per i beni durevoli è scesa sotto la soglia dei 2 miliardi: in termini assoluti si registra un totale di 1 miliardo e 979 milioni di euro, pari a un calo del 1,9% rispetto all’anno precedente. La diminuzione è comunque leggermente meno marcata rispetto alla media nazionale (-2,1%). La spesa media per famiglia nella regione è risultata di 3.013 euro, con una riduzione del 2,1% che colloca le Marche al decimo posto tra le regioni italiane.

Focalizzarsi sulla mobilità e sulla casa

La dinamica regionale è stata fortemente influenzata dal crollo dei motoveicoli, che si sono ridotti fino a 71 milioni di euro segnando un –25,7%, il peggior risultato tra le regioni italiane. Le auto nuove valgono 444 milioni di euro (-7,5%), mentre le auto usate crescono a 647 milioni (+2,3%), risultando il miglior dato regionale d’Italia per questo segmento. Tra gli altri settori, gli elettrodomestici registrano 157 milioni di euro (+2,2%) e posizionano le Marche come i maggiori consumatori a livello nazionale, con una spesa media per famiglia di 361 euro.

Il Piemonte: una contrazione più accentuata ma comparti domestici resistenti

Per il Piemonte il quadro 2026 indica una spesa complessiva per beni durevoli pari a 6 miliardi e 48 milioni di euro, in calo del 3,8% rispetto all’anno precedente, una contrazione più pronunciata della media nazionale. La spesa media per famiglia è risultata di 3.194 euro (-4%), con differenze marcate tra le province e con alcune aree che continuano a generare volumi significativi.

Settori che reggono e quelli in difficoltà

A pesare sul risultato piemontese è la frenata della mobilità: le auto nuove sono scese a 1 miliardo e 39 milioni di euro (-11,9%), mentre le auto usate, pur restando la principale voce di spesa con 2,15 miliardi, segnano un –2,1%. I motoveicoli si attestano sui 169 milioni (-10,8%). In controtendenza, i mobili raggiungono 1 miliardo e 52 milioni di euro (+0,4%), gli elettrodomestici valgono 446 milioni (+0,6%) e l’information technology cresce a 168 milioni (+0,9%), mentre la telefonia segna 521 milioni (-1,2%).

Alcune province in evidenza: Cuneo e Verbania

Le province piemontesi mostrano profili eterogenei. Cuneo ha totalizzato 837 milioni di euro (-4,5%) e rappresenta quasi il 14% della spesa regionale; qui la mobilità ha subito una decisa flessione, con le auto nuove a 190 milioni (-13,3%) e i motoveicoli in forte calo (-17,8%). Tuttavia, nel Cuneese sono cresciuti gli acquisti legati alla casa e al digitale: gli elettrodomestici a 56 milioni (+0,8%) e l’information technology a 22 milioni (+0,6%).

Il caso di Verbania

Verbania ha contenuto la riduzione totale a 242 milioni di euro (-2,8%) grazie alla tenuta del mercato dell’auto usata, salito a 76 milioni (+1%), che ha parzialmente compensato il calo delle auto nuove a 62 milioni (-9,2%). Sul fronte casa e digitale i valori restano sostanzialmente stabili: elettrodomestici 15 milioni, mobili 55 milioni e information technology 5 milioni.

Interpretazioni e prospettive

I dati evidenziano un consumatore più prudente ma non inattivo: la riduzione della spesa per la mobilità pesa sull’andamento complessivo, mentre la difesa degli acquisti per la casa e per la connettività suggerisce una riallocazione delle risorse verso il benessere domestico e la digitalizzazione. Come osservato dall’osservatorio, la sfida sarà orientare questa domanda verso soluzioni più accessibili, sostenibili e innovative, accompagnando imprese e politiche locali nella valorizzazione dei mercati più resilienti.

Per chi opera nella filiera commerciale il messaggio è chiaro: servono offerte mirate, servizi post-vendita e proposte finanziarie che sappiano intercettare una domanda selettiva, attenta al valore e alla durata degli acquisti. Allo stesso tempo, il monitoraggio provinciale rimane importante per cogliere le specificità locali e progettare interventi efficaci.

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