Il 31 maggio 2026, nel primo pomeriggio, tre escursionisti sono rimasti bloccati su una parete del Monte Vettore nel comune di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). La chiamata alla Sala operativa 115 è arrivata poco prima delle 15 e ha attivato immediatamente un dispositivo di soccorso multiplo, dato il difficile accesso al versante piceno della montagna.
Attivazione del dispositivo di soccorso
Di fronte a una situazione complicata dall’asperità del terreno, la gestione dell’allarme ha deciso di coinvolgere più risorse: le squadre del presidio montano dei Vigili del fuoco, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e un mezzo aereo del Reparto Volo. Questa scelta strategica ha permesso di coprire sia l’approccio terrestre sia la possibilità di un recupero dall’alto, riducendo i tempi di intervento e limitando i rischi per le persone coinvolte.
Coordinamento tra terra e aria
Le squadre a terra si sono mosse per raggiungere il punto segnalato e preparare il luogo di incontro, mentre dall’aeroporto del Reparto Volo di Pescara è decollato l’elicottero soprannominato Drago. Il coordinamento tra gli operatori di terra e l’equipaggio aereo è stato fondamentale per localizzare con precisione gli escursionisti e pianificare le manovre di recupero in sicurezza, soprattutto in considerazione della conformazione rocciosa della parete.
Il recupero con il verricello
Una volta individuati dall’equipaggio, i tre escursionisti sono risultati fortunatamente in buone condizioni generali, sebbene incapaci di proseguire autonomamente il percorso. Per estrarli dall’area impervia si è reso necessario il ricorso al verricello, una tecnica di recupero aereo che consente di sollevare le persone fino all’elicottero mantenendo il velivolo in hovering sopra il punto critico.
Operazioni in sequenza
Il recupero è stato eseguito in tre distinte fasi: ogni escursionista è stato assicurato all’imbracatura e sollevato con cautela grazie al verricello. L’uso di questa procedura ha evitato manovre a rischio su terreni instabili e ha permesso di limitare l’esposizione a possibili cadute o inalazioni di polvere e detriti. Dopo l’issata, gli operatori hanno trasportato le persone fino al punto di incontro con le squadre a terra per il controllo sanitario e l’assistenza.
Esito e riflessioni sull’intervento
L’intervento si è concluso senza conseguenze fisiche rilevanti per gli escursionisti, che sono stati recuperati e affidati alle squadre a terra per le verifiche mediche di routine. Questo episodio sottolinea l’importanza di una pronta segnalazione quando si è in difficoltà e il valore delle procedure operative congiunte tra vigili del fuoco e soccorso alpino per gestire emergenze in ambiente montano.
Prevenzione e consigli pratici
In montagna, prevenire significa pianificare: portare con sé mappe, strumenti di orientamento, adeguata attrezzatura e comunicare sempre il percorso previsto può ridurre il rischio di situazioni critiche. Inoltre, conoscere le procedure di emergenza e il numero di riferimento della Sala operativa 115 è un elemento di fondamentale importanza per attivare rapidamente i soccorsi quando necessario.
Conclusioni
Il salvataggio sul Monte Vettore del 31 maggio 2026 mette in evidenza come la sinergia tra mezzi aerei e squadre specializzate sia spesso decisiva nelle operazioni in quota. L’uso del verricello dall’elicottero Drago ha consentito un recupero efficiente e in sicurezza, evitando complicazioni e dimostrando l’efficacia delle procedure di emergenza applicate in ambiente montano.



