La vicenda approda alle aule giudiziarie dopo una denuncia che descrive un’aggressione violenta nel centro di falconara marittima. Secondo l’accusa, i fatti risalgono alla notte del 25 ottobre 2026 e coinvolgono due persone residenti in città: una donna di 50 anni e il suo compagno di 46 anni, entrambi originari di Ancona. Il caso sarà esaminato dal giudice dell’udienza preliminare il prossimo 22 ottobre, quando si deciderà se disporre il rinvio a giudizio.
La ricostruzione dell’accusa
La Procura di Ancona contesta che, intorno all’1 di quella notte, la vittima — una donna di 38 anni originaria della Somalia — sia stata avvicinata in via Marsala e oggetto di una serie di condotte lesive e umilianti. L’impianto accusatorio descrive insulti a sfondo razziale seguiti da calci, pugni e spinte; in aggiunta, la donna avrebbe subito il furto della borsa e la rimozione violenta della parrucca che indossava.
Dettagli delle presunte violenze
Tra gli episodi contestati, emerge che la donna di 50 anni avrebbe colpito ripetutamente la vittima alla fronte con un telefono cellulare, provocandone la caduta. L’aggressione, sempre secondo l’accusa, sarebbe continuata anche dopo che la persona offesa era già a terra, con reiterati colpi e la sottrazione di effetti personali contenuti nella borsa: due telefoni, denaro contante e altri oggetti. Alla vittima sono state diagnosticate contusioni con una prognosi di 10 giorni.
Le accuse formali e le aggravanti
I pubblici ministeri hanno contestato ai due persone coinvolte i reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate, aggiungendo l’aggravante di aver agito in più persone riunite e quella, ritenuta particolarmente grave, di aver commesso



