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Morte di Gianfranco Salvi e Liliana: ricordo di imprenditore ascolano

Due icone ascolane, Gianfranco e Liliana Salvi, ci hanno lasciati lasciando un'eredità industriale e sanitaria.

Morte di Gianfranco Salvi e Liliana: ricordo di imprenditore ascolano

Il piceno è stato colpito da una doppia perdita: il dottor Gianfranco Salvi scomparso all’età di 91 anni, e la sua compagna di vita, Liliana Salvi deceduta poche ore dopo. Entrambi hanno segnato la storia di Ascoli e del territorio circostante con la loro presenza costante e con progetti che hanno trasformato l’economia locale.

Il ricordo di questa coppia è legato a una serie di impatti concreti: dalla creazione di centinaia di posti di lavoro alla promozione di tecnologie avanzate in ambito sanitario. Per la comunità, la loro scomparsa rappresenta non solo una perdita personale, ma anche il termine di un’era di innovazione che ha lasciato un’impronta indelebile.

Gianfranco Salvi e la nascita dello stabilimento Carlo Erba a Campolungo

Nel periodo in cui la zona industriale di Campolungo iniziò a trasformarsi in un polo di produzione, Gianfranco Salvi si impose come l’architetto della sua evoluzione. Grazie alla sua visione manageriale, riuscì a far insediare lo stabilimento farmaceutico Carlo Erba creando così centinaia di opportunità di lavoro per gli ascolani. L’impianto, dopo diversi passaggi societari, è stato poi acquisito dalla multinazionale Pfizer consolidando la posizione del territorio nell’ambito farmaceutico nazionale.

Il valore di questo contributo fu riconosciuto dal Comune di Ascoli nel maggio di due anni fa quando il sindaco Marco Fioravanti conferì a Salvi la cittadinanza onoraria. Il gesto sottolineò l’importanza di una leadership capace di anticipare i tempi e di tradurre le potenzialità industriali in benefici tangibili per la collettività.

L’imprenditore al servizio della sanità: dalle direttorship alle innovazioni

Parallelamente alle sue attività industriali, Salvi si distinse anche nel settore sanitario. A metà degli anni Novanta fu nominato direttore generale dell’Azienda sanitaria di San Benedetto del Tronto dove portò avanti una politica di modernizzazione e di apertura verso tecnologie d’avanguardia. Il suo impegno fu determinante per l’introduzione di strumenti che, all’epoca, erano ancora poco diffusi in Italia.

Il robot Da Vinci: un investimento pionieristico

Nel 1998, sotto la sua direzione, l’azienda decise di acquistare il robot chirurgico Da Vinci destinando 2,2 miliardi di lire a una tecnologia considerata pionieristica. Salvi ricordava: «Mi convinsi della notevole novità e dei grandi vantaggi per i pazienti». L’intervento rappresentò un salto di qualità per la chirurgia locale, consentendo interventi meno invasivi e tempi di recupero più rapidi.

Oltre a queste scelte operative, Salvi fu promotore della divulgazione scientifica e dell’approccio One Health definito come un modello integrato che collega salute umana, animale e ambiente. La sua appartenenza alla Fondazione Cassa di Risparmio di ascoli piceno testimonia l’impegno costante verso iniziative di valore pubblico.

Addio a Liliana Salvi e il ricordo di una coppia inseparabile

La morte di Liliana Salvi avvenuta poche ore dopo quella del marito, ha amplificato il senso di lutto della comunità. Compagna di vita e di impegno, Liliana ha condiviso le sfide e le soddisfazioni di un percorso dedito al benessere collettivo. I funerali si sono svolti il giorno successivo alle ore 15:00 nel Duomo di Ascoli Piceno dove numerosi concittadini hanno voluto rendere omaggio a una coppia che, per decenni, ha incarnato la dedizione al territorio.

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