Il 25 settembre la città di Recanati ha ospitato una cerimonia che segna una svolta nell’ambito della ricerca leopardiana. Nella sala Franco Foschi del Centro nazionale di studi leopardiani (CNSS) è stata lanciata la Biblioteca Digitale Leopardiana una piattaforma online che raccoglie più di 30 000 documenti relativi a Giacomo Leopardi.
L’iniziativa nasce da un lungo lavoro di collaborazione tra il CNSS, la Biblioteca Nazionale di Napoli – custode di oltre 11 000 manoscritti del poeta – e l’Università di Macerata. Grazie a questa sinergia, gli studiosi possono ora consultare, da qualsiasi parte del globo, non solo le opere pubblicate ma anche manoscritti originali, commenti, analisi e studi critici che fino a poco tempo erano accessibili solo a chi si trovava fisicamente in Italia.
Presentazione ufficiale nella sala Franco Foschi
Il sindaco di Recanati, Emanuele Pepa, ha aperto la manifestazione con un breve discorso in cui ha sottolineato che “Leopardi è ora a portata di un click”. Il presidente del CNSS, Fabio Corvatta, ha poi illustrato le potenzialità della piattaforma, evidenziando come essa consenta di confrontare versioni diverse degli stessi testi, offrendo nuovi spunti di ricerca.
Tra i relatori di spicco vi sono Simonetta Buttò, ex direttrice dell’Iccu al Ministero della Cultura, Silvia Scipioni, direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli, e Fabiana Cacciapuoti, custode delle Carte Leopardi. Anche rappresentanti dell’Università di Macerata – Laura Melosi e Gioele Marozzi – e la responsabile di Net7, Chiara Aiola, hanno partecipato, sottolineando il valore di un progetto “che democratizza la poetica leopardiana”.
Il confronto dei due manoscritti dell’Infinito
Uno dei momenti più attesi è la possibilità di visualizzare fianco a fianco i due originali dell’Infinito custoditi rispettivamente a Napoli e a Visso. Grazie agli strumenti di zoom e annotazione della piattaforma, è possibile seguire le correzioni e le varianti introdotte da Leopardi nel corso delle sue revisioni. Cacciapuoti ha spiegato che il passaggio dal “celeste confine” della prima stesura napoletana a “ultimo orizzonte” nella versione di Visso rappresenta un chiaro esempio di come le piccole modifiche possano aprire vaste aree di interpretazione.
Il confronto digitale non solo facilita lo studio filologico, ma rende più immediato il dialogo tra critici, accademici e appassionati che possono commentare e condividere le proprie osservazioni in tempo reale.
Collaborazioni istituzionali e prospettive future
Il progetto è stato possibile grazie al finanziamento del Ministero della Cultura, al sostegno del Comune di Recanati e all’impegno dei ricercatori del CNSS. La Biblioteca Nazionale di Napoli ha messo a disposizione i propri archivi, mentre l’Università di Macerata ha fornito risorse tecnologiche e competenze informatiche per sviluppare l’infrastruttura web.
Corvatta ha concluso la presentazione ricordando la lungaggine del percorso iniziato dal fondatore del CNSS, Franco Foschi, e dalla legge “Leopardi nel mondo”. Oggi la piattaforma rappresenta “un nuovo traguardo di un percorso infinito”, aprendo la strada a traduzioni in più lingue e a ulteriori integrazioni di contenuti multimediali.
Il risultato è una risorsa permanente che, pur mantenendo intatta la possibilità di consultare gli originali fisici con le dovute precauzioni, espande in maniera esponenziale la fruibilità della poetica leopardiana, rendendola davvero globale.



