Dal 23 al 25 settembre la Fiera di Rimini ospita la prima expo-conference dedicata alla space economy Bex – Beyond Exploration. Al centro dell’evento troviamo otto progetti ideati dalla Università Politecnica delle Marche sotto la guida del rettore Enrico Quagliarini. Le iniziative spaziano dalla realtà virtuale per il benessere psicologico degli astronauti a soluzioni di intelligenza artificiale per il monitoraggio degli oceani, passando per biotecnologie mirate a comprendere la microgravità.
Realtà virtuale e tute intelligenti per l’equipaggio
Tra le proposte approvate dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) spicca Earth Memory ideata dal professor Paolo Clini. Si tratta di un’app immersiva per visore VR che consente agli astronauti di rivivere momenti familiari, attenuando il senso di isolamento durante missioni prolungate. Parallelamente, Vitalis frutto del lavoro del professor Lorenzo Scalise integra nella tuta spaziale una piattaforma indossabile capace di rilevare parametri fisiologici e biomeccanici in ascesa, rientro e orbita, fornendo dati in tempo reale per la salute dell’equipaggio.
Avatar interattivo e intelligenza artificiale
Un’ulteriore attrazione del Bex è il live avatar dell’astronauta Walter Villadei progettato nel laboratorio di IA MaindHLab del professor Paolo Clini. L’avatar, operante in tempo reale, permette ai visitatori di dialogare con la versione digitale di Villadei, ottenendo informazioni su missioni, esperienze di volo e tecnologie spaziali. Questa interfaccia dimostra come l’intelligenza artificiale possa rendere le attività di divulgazione scientifica più immediate e coinvolgenti.
Biotecnologie in microgravità e produzione di cibo nello spazio
Il professor Michele Cianci presenta MicroTtr un progetto che studia l’effetto della microgravità sulla cristallizzazione delle proteine legate a malattie dell’amiloidosi, aprendo la strada a nuovi approcci terapeutici. Accanto, il professor Luigi Ledda espone Nova-A5 un sistema compatto per la coltivazione di micro-ortaggi senza suolo, testato in orbita per verificare la fattibilità della produzione alimentare a lungo termine a bordo delle future missioni.
Scintillatori, osservazione marina e recupero di materiali critici
Il dottor Luigi Montalto illustra due soluzioni volte a migliorare la resilienza dei componenti elettronici nello spazio. Scope è un sistema ottico per caratterizzare e monitorare gli scintillatori, mentre Scurs ne consente il recupero dopo danni da radiazioni. Il professor Pierpaolo Falco propone Blue Sync un’applicazione basata su IA per reti autonome di osservazione marina dall’orbita. Infine, la professoressa Francesca Beolchini presenta One Brave una tecnologia per estrarre materie prime strategiche da componenti elettronici rimasti in orbita, favorendo l’economia circolare nello spazio.
Innovazione marchigiana e prospettive industriali
Secondo il rettore Quagliarini, il panorama delle Marche sta rapidamente maturando nella space economy offrendo opportunità a filiere locali che spaziano dall’arredo interno alle tessuti avanzati e all’alimentazione spaziale. Un esempio concreto è la tuta SFS2 realizzata da Fano Spacewear in grafene, l’unica autorizzata dalla NASA per i test a bordo della Stazione Spaziale Internazionale durante la missione Ax-3. Questi sviluppi dimostrano come la ricerca universitaria possa tradursi in prodotti commerciali di alto valore per il mercato globale.



