Il 16 settembre 2026, Cerreto d’Esi diventa il centro di una protesta nazionale contro il piano di ridimensionamento di Electrolux. Lavoratori provenienti da tutti e cinque gli stabilimenti italiani del gruppo si sono riuniti per dire no ai licenziamenti e alla chiusura degli impianti.
La manifestazione, organizzata dai sindacati Fim, Fiom e Uilm, ha visto la partecipazione di oltre 300 lavoratori, arrivati con sette pullman da Solaro, Porcia, Treviso e Forlì. La protesta è partita da piazza Lippera e si è conclusa ai cancelli dello stabilimento Electrolux, dove si è tenuto un comizio finale.
La vertenza Electrolux: un problema nazionale
Il piano di Electrolux prevede il taglio di 1.450 esuberi a livello nazionale e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Per il sito di Forlì, l’impatto previsto è di 297 esuberi complessivi, con una contrazione dei volumi produttivi fino a 1,187 milioni di pezzi al 2028.
La vertenza non riguarda solo Cerreto d’Esi, ma l’intero comparto degli elettrodomestici e il settore metalmeccanico. Come ha affermato Tiziano Consoli, assessore regionale al Lavoro nelle Marche, “la battaglia dei lavoratori contro la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi non riguarda soltanto un territorio già duramente colpito dalle crisi industriali. È una questione di portata nazionale ed europea.”
La posizione delle istituzioni
Le istituzioni locali e regionali hanno espresso solidarietà ai lavoratori in sciopero. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, hanno dichiarato: “Oggi il luogo giusto in cui essere per ogni italiano è Cerreto d’Esi, dove i lavoratori di Electrolux insieme ai sindacati scioperano e lottano per il loro futuro.”
Anche il consigliere regionale del Partito Democratico Daniele Valbonesi ha espresso solidarietà ai lavoratori, bollando il piano di Electrolux come “inaccettabile, ancor di più a fronte delle delocalizzazioni previste e dei sacrifici richiesti in questi mesi ai lavoratori.”
La voce dei sindacati
I sindacati hanno espresso una posizione netta contro il piano di Electrolux. “Da Cerreto arriva una posizione netta: un no categorico, compatto e irrevocabile al piano Electrolux. I cinque stabilimenti si difendono insieme. Forlì è pienamente dentro questa vertenza nazionale.” hanno dichiarato le organizzazioni sindacali.
I sindacati hanno sottolineato le criticità operative e occupazionali previste per la realtà forlivese e per l’intero gruppo. “Non è una prospettiva industriale accettabile. Una riduzione di queste dimensioni dell’occupazione e dei volumi produttivi compromette la tenuta dello stabilimento di Forlì e ne mette in discussione le prospettive future.” hanno aggiunto.
I sindacati hanno richiesto non soltanto il ritiro degli esuberi, ma un piano industriale credibile, con investimenti, nuovi prodotti, volumi e carichi di lavoro adeguati, capace di garantire nel tempo la piena continuità produttiva del sito.
La partecipazione politica
Alla manifestazione hanno partecipato anche esponenti del mondo politico, tra cui il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, i deputati Chiara Appendino e Giorgio Fede e la consigliera regionale Marta Ruggeri del Movimento 5 Stelle.
Il sindaco di Cerreto d’Esi, David Grilli, ha tenuto un incontro con le forze dell’ordine per pianificare l’aspetto della sicurezza e della viabilità durante la manifestazione.
La manifestazione ha rappresentato un momento di unità e determinazione per i lavoratori di Electrolux, che continuano a lottare per il loro futuro e per il futuro dell’industria italiana.



