La nomina di Ancona come Capitale Italiana della Cultura 2028 ha acceso un vivace dibattito politico, con tensioni crescenti tra il sindaco Stefano Silvetti e il partito Fratelli d’Italia. La scelta dell’assessora Marta Paraventi ex Pd ha scatenato reazioni contrastanti, soprattutto tra i meloniani, che vedono in questa decisione un affronto alla loro influenza politica.
La vicenda ha radici profonde, risalenti al gennaio 2025, quando l’assessora alla cultura di allora, espressione di Fratelli d’Italia, si dimise dopo una serie di scivoloni. Da quel momento, Silvetti decise di affidare l’incarico a Paraventi, una scelta che non è stata digerita dai meloniani, che vedevano la cultura come un loro feudo.
La convocazione di Marta Paraventi e le tensioni interne
Nonostante le tensioni, l’assessora Paraventi ha raggiunto un traguardo importante: la vittoria della Capitale Italiana della Cultura 2028. Questo successo ha acceso ulteriormente gli animi in casa Fratelli d’Italia, che non vogliono restare spettatori passivi. La Paraventi è stata convocata recentemente per relazionare sul dossier 2028, un segnale chiaro dell’interesse del partito a essere coinvolto nel processo.
Il consigliere regionale e coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, Marco Ausili ha confermato la disponibilità del partito a collaborare: «Siamo a disposizione del sindaco e della coalizione per collaborare su tutto». Tuttavia, il sindaco Silvetti ha inviato un messaggio minaccioso alla giunta, affermando: «Non intendo minimamente cedere a nessun’altra valutazione che possa condizionare la Capitale Italiana della Cultura 2028».
Le critiche di Carlo Ciccioli e la reazione di Silvetti
Le tensioni sono esplose quando l’europarlamentare Carlo Ciccioli coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, ha criticato pubblicamente l’operato del sindaco, definendolo «estremamente penalizzante per Ancona». Questo commento, reso pubblico, ha mandato su tutte le furie Silvetti, che ha ventilato addirittura le dimissioni. Il sindaco ha inviato un messaggio alla giunta, affermando: «O si fa come dico io, o andiamo tutti a casa e si torna a votare».
La situazione è ulteriormente complicata dalle tensioni interne a Fratelli d’Italia. L’europarlamentare Ciccioli ha cercato di aumentare il suo peso specifico all’interno del partito, ma le sue mosse non sono state appoggiate dai suoi stessi compagni. Il capogruppo in consiglio comunale, Jacopo Toccaceli ha definito le tensioni come una «normale dialettica politica», ma è chiaro che la situazione è ben più complessa.
La strada verso il 2028 e le aspettative di Fratelli d’Italia
La nomina di Ancona come Capitale Italiana della Cultura 2028 è un traguardo ambito da anni. La giunta Mancinelli ci aveva provato nel 2020 senza successo, ma ora la città ha finalmente ottenuto questo riconoscimento. Tuttavia, la strada verso il 2028 è ancora lunga e piena di ostacoli, soprattutto politici.
Fratelli d’Italia vuole essere parte integrante della cabina di regia, un ruolo che ritiene gli spetti di diritto come primo partito della coalizione di centrodestra. La convocazione della Paraventi suona come una manovra di accerchiamento, un tentativo di recuperare lo smacco della casella della Cultura, finita in mano a un’ex Pd. La situazione è delicata e richiederà un equilibrio politico per evitare ulteriori tensioni.
La strada verso il 2028 sarà lunga e complessa, ma il traguardo è finalmente in vista.



