La seconda edizione di Cose da Paz! si è conclusa il 13 settembre 2026 a San Benedetto del Tronto lasciando un segno evidente nell’agenda culturale della città. In tre giorni il festival ha messo al centro la figura di Andrea Pazienza attraverso mostre spettacoli, incontri e la proiezione in anteprima del documentario sul murale realizzato dall’artista.
Il cartellone ha coinvolto luoghi pubblici e privati della città e ha registrato una partecipazione continua del pubblico, sia agli eventi mattutini sia a quelli serali. Secondo il direttore artistico Giulio Troli la manifestazione ha dimostrato una forte relazione tra la comunità locale e l’eredità dell’autore, aprendo scenari per future iniziative culturali.
Chiusura al Teatro Concordia e reading di Sergio Rubini
La serata conclusiva del 13 settembre 2026 si è svolta al Teatro Concordia dove il reading “Mio, sempre mio, Andrea” con Sergio Rubini ha offerto una lettura intensa delle lettere e dei testi privati di Pazienza. Lo spettacolo, iniziato alle 20:45 ha intrecciato parole, immagini e musica, restituendo al pubblico una dimensione intima dell’artista.
La componente musicale e gli interpreti
Ad accompagnare il reading è stata la DauniaOrchestra con la partecipazione di Giò Sada noto per aver vinto X Factor. Le composizioni originali di Umberto Sangiovanni hanno trovato risalto grazie agli interventi strumentali di Angelo Verziera alla tromba e di Michele De Costanzo alle percussioni, contribuendo a un’atmosfera sonora immersiva che ha sostenuto la narrazione delle lettere.
Progetti, mostre e il documentario sul murale al MAXXI Roma
Tra i risultati tangibili dell’edizione rientra la prima produzione audiovisiva realizzata dal Comune: un documentario dedicato al Murale che Andrea Pazienza realizzò nel 1987, ora esposto per la prima volta al MAXXI Roma. Il film, presentato in anteprima nel corso del festival, è già indirizzato verso un percorso di proiezioni in altre città italiane.
La presenza del documentario al MAXXI Roma rafforza la capacità del festival di mettere in rete patrimonio locale e istituzioni nazionali: un elemento che, secondo gli organizzatori, può favorire futuri scambi culturali e gemellaggi attorno alla figura di Pazienza.
Partecipazione, rete e sostenitori
Il direttore artistico Giulio Troli ha voluto ringraziare «tutte le persone, le associazioni, le istituzioni, i professionisti, gli artisti, i collaboratori e i partner» che hanno reso possibile l’iniziativa, sottolineando soprattutto la risposta entusiastica del pubblico. Tra le affermazioni chiave emerse durante la festa finale: «San Benedetto ha dimostrato di essere pronta a diventare la città di Andrea Pazienza» e «Cose da Paz! è un evento difficilmente replicabile altrove».
Queste parole sintetizzano un obiettivo che il festival intende perseguire: consolidare una identità culturale locale capace di attirare interesse nazionale e internazionalmente riconoscibile, costruendo al contempo opportunità per i giovani, le scuole e nuove produzioni audiovisive.
Prospettive e futuro del festival
La direzione artistica considera questa edizione non come un punto d’arrivo ma come l’inizio di una fase di sviluppo. Tra le possibilità indicate vi sono nuove mostre, attività rivolte alle scuole, installazioni pubbliche e gemellaggi con altre realtà che custodiscono memorie legate a Pazienza. In chiusura Troli ha rimarcato: «Ora abbiamo davanti possibilità senza limiti», rilanciando l’idea che la città possa continuare a raccontare la storia dell’autore in modi originali.
Con la seconda edizione conclusa e un bilancio positivo sul piano della partecipazione, Cose da Paz! si prepara a trasformarsi in un appuntamento stabile della stagione culturale sambenedettese, con l’obiettivo di mantenere viva l’energia creativa di Andrea Pazienza e di estenderne l’impatto oltre i confini locali.



