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Commercianti e sindaco a confronto: le sfide dell’apertura domenicale ad Ancona

Ad Ancona, il sindaco Daniele Silvetti e i rappresentanti dei commercianti discutono le sfide dell'apertura domenicale. Scopri i dettagli e le cifre dietro questo dibattito.

Commercianti e sindaco a confronto: le sfide dell’apertura domenicale ad Ancona

Ad Ancona, la questione dell’apertura domenicale dei negozi ha acceso un dibattito tra il sindaco Daniele Silvetti e i rappresentanti dei commercianti. Mentre il primo cittadino auspica una città sempre viva, i commercianti sottolineano le difficoltà economiche legate a tale scelta.

La discussione è emersa in occasione della Festa del Mare, quando molti negozi del centro sono rimasti chiusi. Il sindaco ha espresso il desiderio di vedere Ancona più dinamica, ma i dati presentati da Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche Centrali, rivelano una realtà complessa.

I costi dell’apertura domenicale

Aprire un negozio la domenica comporta costi significativi. Prendendo come esempio un negozio di abbigliamento di 100 metri quadrati con due dipendenti, la spesa totale per 8 ore di apertura si aggira intorno ai 491 euro. Di questi, la maggior parte è legata al costo del lavoro che include una maggiorazione del 30% per il lavoro festivo, portando il costo orario per l’azienda a 26 euro.

A questi costi si aggiungono le spese per l’energia elettrica, che variano tra i 10 euro per le luci e i 15 euro per la climatizzazione. Inclusi altri 50 euro di spese varie, il totale sale a quasi 500 euro. Per coprire queste spese, un negozio deve raggiungere un fatturato di almeno 1200 euro in una sola serata, un obiettivo difficile da raggiungere.

Le sfide del commercio

Massimiliano Santini, direttore della Cna Ancona, sottolinea che la città deve cambiare mentalità per incrementare il volume di vendite. Tuttavia, Polacco invita alla pazienza e alla collaborazione, suggerendo che forzature non risolvono nulla. “Non abbia fretta, abbia pazienza di costruire un progetto con noi”, afferma Polacco, evidenziando l’importanza di un approccio graduale.

Polacco e Santini concordano sull’importanza di eventi come la Notte Bianca e la Capitale della cultura nel 2028, che potrebbero attrarre più turisti e incrementare le vendite. Tuttavia, sottolineano che questi eventi devono essere ben pianificati per essere efficaci. “Con un cantante come Alex Britti, tutti vanno in piazza e nessuno passeggia”, osserva Polacco, indicando la necessità di eventi che permettano ai cittadini di godersi la città.

Il futuro di Ancona

Il dibattito sull’apertura domenicale riflette una sfida più ampia per Ancona: come diventare una città turistica e dinamica. Polacco sottolinea che molte città che hanno ospitato la Capitale della Cultura sono diventate mete turistiche, con negozi aperti la domenica. Tuttavia, ad Ancona, questa transizione richiede tempo e investimenti.

Il sindaco Silvetti e i rappresentanti dei commercianti devono trovare un equilibrio tra le aspettative dell’amministrazione e le realtà economiche dei negozianti. “C’è necessità di investire qualcosa in più per restare aperti”, afferma Santini, suggerendo che il commercio ha un orizzonte più lungo rispetto alla somministrazione.

Con pazienza, collaborazione e una pianificazione accurata, Ancona potrebbe diventare una città più vivace e attraente per turisti e residenti.

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