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Crematorio ad Ancona: progetti, costi e prospettive per il 2026

Il nuovo crematorio di Ancona potrebbe generare fino a 500mila euro all'anno. Scopri i dettagli del progetto e le prospettive per il futuro

Crematorio ad Ancona: progetti, costi e prospettive per il 2026

Il progetto del nuovo crematorio ad Ancona rappresenta un’opportunità economica significativa per il Comune. Con un potenziale di guadagno annuale stimato in 500mila euro l’impianto potrebbe diventare una fonte di entrate importante. Tuttavia, la scelta della localizzazione e la gestione dell’impianto presentano sfide complesse.

Il sindaco di Ancona sta valutando diverse opzioni per la collocazione del crematorio, tra cui l’area di Tavernelle e Bolignano. La decisione finale potrebbe influenzare notevolmente l’efficienza e la redditività del progetto. Intanto, i tecnici del Comune hanno presentato un’analisi dettagliata delle potenziali entrate e dei costi di gestione.

Prospettive economiche del nuovo crematorio

Secondo le stime, una volta a regime, il crematorio potrebbe generare entrate per 1,3 milioni di euro all’anno, con un utile previsto di 547mila euro. Questo grazie a circa 2900 cremazioni annuali, che includono sia i residenti di Ancona che quelli dell’hinterland, composto da 33 Comuni delle province di Ancona e Macerata.

La crescita della domanda di cremazioni è evidente: nel 2023 sono state effettuate oltre 2500 cremazioni contro le 1000 del 2017. Gli esperti prevedono che entro il 2030, la quota di defunti che scelgono la cremazione potrebbe raggiungere il 50% grazie anche alla presenza di un impianto locale che potrebbe abbattere i costi fino a 360 euro per i residenti anconetani.

Confronto con gli altri impianti marchigiani

Per comprendere meglio le potenzialità del nuovo crematorio, è utile confrontare i dati degli impianti già operativi nelle Marche. Ad Ascoli Piceno gestito fino al 2024 dalla coop Il Capitano e poi da una ditta privata, gli introiti sono stati di 483mila euro nel 2023 e 494mila euro nel 2024, con circa 1100 cremazioni all’anno.

A Fano gestito dalla Adriacom Cremazioni Srl le cremazioni sono state 3810 nel 2025, con un utile di 659mila euro. Anche a San Benedetto del Tronto gestito dalla Azienda Multi Servizi Spa le cifre sono interessanti, con un utile di 29mila euro sia nel 2024 che nel 2025, nonostante costi di gestione elevati.

Sfide logistiche e prospettive future

La gestione di un impianto di cremazione richiede una pianificazione accurata. Con un solo forno, si potrebbero gestire fino a 10 cremazioni al giorno ma se la domanda superasse le 3000 cremazioni annuali, potrebbe essere necessario installare un secondo forno. I costi di gestione sono stimati in 300mila euro all’anno, tra personale e manutenzione.

Il progetto del nuovo crematorio ad Ancona è un esempio di come le infrastrutture pubbliche possano rispondere alle esigenze della comunità, offrendo servizi efficienti e sostenibili. La scelta della localizzazione e la gestione dell’impianto saranno cruciali per il successo del progetto, che potrebbe diventare un modello per altre città delle Marche.

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