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San Benedetto del Tronto: ritardi nell’insediamento del Consiglio comunale, D’Andrea interviene

La consigliera comunale Maria Elisa D’Andrea solleva dubbi sui tempi di avvio delle attività istituzionali a San Benedetto del Tronto, evidenziando l’assenza di commissioni consiliari e del Documento Unico di Programmazione.

San Benedetto del Tronto: ritardi nell’insediamento del Consiglio comunale, D’Andrea interviene

San Benedetto del Tronto si trova di fronte a un momento cruciale per la sua amministrazione comunale. La consigliera Maria Elisa D’Andrea, rappresentante del gruppo Merito di più! ha sollevato una serie di preoccupazioni riguardo ai ritardi nell’avvio delle attività consiliari. In un contesto in cui la città ha dimostrato pazienza e comprensione per le prime fasi di riorganizzazione, D’Andrea sottolinea l’urgenza di passare all’azione.

Commissioni consiliari e Documento Unico di Programmazione: l’attesa continua

Uno dei punti critici evidenziati dalla consigliera riguarda il mancato insediamento delle commissioni consiliari. Queste strutture sono fondamentali per il funzionamento del Consiglio comunale e la loro assenza rappresenta un ostacolo significativo. Inoltre, non è ancora stato presentato il Documento Unico di Programmazione un strumento essenziale per la pianificazione delle attività amministrative.

Secondo le notizie di stampa, il prossimo Consiglio comunale sarebbe previsto solo per la fine di settembre. Una tempistica che D’Andrea definisce inaccettabile. Ad agosto non è stato fissato alcun incontro e rimandare i lavori per la fine di settembre significa paralizzare l’attività consiliare. Il regolamento comunale prevede che il Question Time debba tenersi ogni quindici giorni. Se il primo consiglio comunale si terrà a fine settembre, sostanzialmente, per due mesi, il Consiglio comunale sarà stato inattivo senza affrontare pubblicamente le criticità, le scelte e le decisioni fondamentali per questa nostra città.

Il dibattito politico al di fuori delle sedi istituzionali

A peggiorare il quadro di inattività, la maggioranza intende preparare mozioni per promuovere confronti al di fuori del Consiglio comunale, cioè dalle sedi istituzionali. Una scelta che D’Andrea contesta apertamente, rivendicando il ruolo dell’assemblea eletta dai cittadini. Ritengo che questo modo di agire svuoti di significato le recenti consultazioni elettorali e mortifichi la democrazia afferma D’Andrea. Il dibattito sui temi che riguardano la città deve svolgersi all’interno della prima e massima assemblea cittadina, il Consiglio comunale, che è pubblica ed aperta a tutti, e non altrove.

La consigliera D’Andrea sottolinea l’importanza di un confronto pubblico e trasparente, che coinvolga tutti i cittadini. Il Consiglio comunale, in quanto assemblea eletta, rappresenta la sede naturale per discutere e decidere sulle questioni che riguardano la città. Qualsiasi tentativo di spostare il dibattito altrove rischia di compromettere la partecipazione democratica e la trasparenza delle decisioni.

L’importanza del Question Time

Il Question Time è un momento cruciale per il dialogo tra i cittadini e i loro rappresentanti. Prevedere che si tenga ogni quindici giorni è una garanzia di trasparenza e di accountability. Tuttavia, i ritardi nell’insediamento del Consiglio comunale mettono a rischio questa pratica fondamentale. D’Andrea evidenzia come, in assenza di un calendario chiaro, i cittadini possano sentirsi esclusi dal processo decisionale.

La consigliera D’Andrea ha lanciato un appello affinché le istituzioni locali riprendano il loro lavoro con la massima urgenza, garantendo trasparenza e partecipazione. Solo così sarà possibile affrontare le sfide che attendono la città e assicurare un futuro migliore per tutti i cittadini.

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