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Daniele Silvetti: obiettivi e progetti per Ancona Capitale della Cultura

Tra i progetti per Ancona 2028, il sindaco Silvetti punta su rigenerazione urbana, accoglienza turistica e infrastrutture. Scopriamo le sue priorità e le sfide in corso

Daniele Silvetti: obiettivi e progetti per Ancona Capitale della Cultura

Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, è tornato al lavoro dopo le ferie con un’agenda fitta di impegni. Tra le priorità, la preparazione di Ancona Capitale della Cultura 2028, un progetto che coinvolge l’intera città e che richiede un impegno collettivo.

La sfida è grande, ma Silvetti è determinato a portare Ancona verso un futuro di crescita e sviluppo, affrontando temi cruciali come la rigenerazione urbana, l’accoglienza turistica e le infrastrutture.

Ancona 2028: rigenerazione urbana e finanziamenti

Il primo punto all’ordine del giorno è la coordinazione della cabina di regia per Ancona 2028. Il sindaco sottolinea l’importanza di individuare le fonti di finanziamento per i progetti di rigenerazione urbana collegati all’evento. Una ventina di milioni di euro è la cifra stimata necessaria per realizzare i progetti previsti.

“Non parlo delle celebrazioni in sé, ma dei progetti di rigenerazione urbana collegati”, afferma Silvetti. La reputazione sua e della giunta si gioca sulla buona riuscita di Ancona 2028, ma è tutta la città che si mette in gioco. La grande sfida è quella di aprirsi di più, coinvolgendo tutti i cittadini e i commercianti.

Il sindaco invita i commercianti a un cambio di passo nella predisposizione all’accoglienza. “A volte mi capita di leggere i commenti sui social sulla panchina rotta o la buca. E gente che ironizza e si chiede: è questa la capitale della cultura?”, dice Silvetti. “Abbiamo avviato un’opera di avvicinamento al 2028, in cui rientra tutto, anche il decoro. Il percorso è lungo, ma noto che si è ingenerato anche un certo entusiasmo.”

Turismo e crociere: opportunità e sfide

Un altro tema caldo è quello del turismo, in particolare delle crociere. Silvetti ha cambiato idea sui crocieristi? “Guardi, in tanti mi diedero ragione”, risponde. “Il segmento crocieristico soddisfa le grandi catene e le attività di ristorazione, non certo i locali di lusso o le boutique. I crocieristi non incidono sul Pil della città.”

Tuttavia, il sindaco non ritiene opportuno rinunciare alle grandi navi. “I crocieristi sono un ottimo passaparola, aiutano a farci conoscere nel mondo”, afferma. “Per cui, sono felicissimo che Msc abbia annunciato nuovi approdi per l’anno prossimo. Però la città deve dimostrarsi pronta. E attrezzarsi.”

Silvetti è contrario alla realizzazione di un hub per le crociere al molo Clementino. “Più di così? Tutti gli atti che questa Amministrazione ha messo in fila, dalle linee di mandato al Dup ai pareri sul piano regolatore del porto, vanno verso una sola direzione, senza esitazione: no al molo Clementino”, dichiara. “Quello che potevo fare, l’ho fatto: mi sono opposto, prospettando una soluzione alternativa che è la banchina 27.”

Il forno crematorio: una scelta di civiltà

Un’altra questione spinosa è quella del forno crematorio. Silvetti conferma che la realizzazione dell’impianto rimane un’opera necessaria per la città. “Il 43% delle persone ad Ancona sceglie di farsi cremare, più della media nazionale”, spiega. “Nei cimiteri non c’è più spazio per inumazioni o tumulazioni.”

La scelta dell’area di Bolignano è stata fatta in base a criteri tecnici. “Non è una scelta politica, perché ad oggi nessun atto è stato assunto dall’Amministrazione”, precisa Silvetti. “Si tratta di una ipotesi tecnica che verte sull’area che, a parere dei nostri uffici, è la più indicata, lontana 2 chilometri dal primo agglomerato urbano e con una destinazione d’uso coerente.”

Il sindaco invita a mettere da parte le strumentalizzazioni e i “no” a prescindere. “Abbiamo avviato apposta un percorso partecipativo e democratico per ragionare insieme sulla soluzione migliore”, conclude. “Se non ci sono obiezioni e arriverà il nulla osta da parte di tutti gli enti interessati, andremo avanti.”

Silvetti è consapevole delle critiche dell’opposizione, ma è determinato a portare avanti i suoi progetti. “Qui non si cambia idea: si ascoltano i cittadini”, afferma. “A me interessa il risultato, sono come un allenatore di calcio che corregge in corsa formazione e schemi durante la partita.”

Tra le opere realizzate, il sindaco cita la nuova piazza della Repubblica, i nuovi arredi urbani sul Corso, la scalinata del Passetto e il recupero della Mole. “E poi tutte le opere da 3 milioni connesse al G7 Salute, il piano asfalti da 6 milioni e i 60 milioni di Dip finanziati dalla commissione straordinaria per il sisma”, aggiunge. “Realizzeremo il nuovo belvedere al Duomo e siamo vicini a cantierizzare l’ex Mutilatini a Portonovo.”

Il sindaco conclude con un voto alla sua giunta: “Un 7 pieno”. “Devo portare la città al grande traguardo della Capitale della Cultura”, afferma. “Se avremo centrato i nostri obiettivi, sì, mi ricandiderò.”

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