Un insegnante di religione islamica di 47 anni è stato arrestato a Jesi con l’accusa di aver maltrattato studenti minorenni durante le lezioni. L’uomo, originario del Bangladesh, insegnava presso il centro culturale islamico At-Taqwa. Le indagini, coordinate dalla Procura di Ancona, hanno portato alla luce episodi di violenza fisica e morale nei confronti di almeno quindici alunni.
La notizia ha suscitato grande clamore, soprattutto dopo che Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per obbligare i cittadini extracomunitari condannati a pene superiori a un anno a scontare la detenzione nei loro Paesi d’origine. La proposta mira a ridurre il sovraffollamento delle carceri italiane e ad accelerare i rimpatri.
Le accuse contro l’insegnante
Secondo le indagini, l’insegnante avrebbe utilizzato metodi educativi coercitivi e violenti. Le vittime, tutte minorenni, sarebbero state sottoposte a vessazioni fisiche e morali durante le lezioni di religione. Tra le accuse più gravi ci sono strattoni, schiaffi, calci e l’uso di una penna come arma per colpire gli studenti.
Le segnalazioni sono partite dai banchi della scuola ordinaria, dove alcuni studenti hanno mostrato segni di maltrattamento. Le testimonianze raccolte dalla polizia sono state ritenute coerenti e circostanziate, portando all’emissione di un’ordinanza di arresti domiciliari da parte del gip del tribunale di Ancona.
Dettagli delle violenze
Le indagini hanno rivelato che l’insegnante avrebbe strattonato un bambino, colpendolo con una penna e schiaffi alla testa. Un altro minore sarebbe stato colpito con calci e costretto a tenersi le orecchie. Altri studenti sarebbero stati colpiti con schiaffi e manate, anche con una penna impugnata come un coltello. Un alunno sarebbe stato costretto a eseguire piegamenti sulle gambe tenendosi le orecchie.
La proposta di legge di Fratelli d’Italia
La notizia dell’arresto ha spinto Fratelli d’Italia a presentare una proposta di legge per obbligare i cittadini extracomunitari condannati a pene superiori a un anno a scontare la detenzione nei loro Paesi d’origine. La proposta, presentata alla Camera dei Deputati, mira a ridurre il sovraffollamento delle carceri italiane e ad accelerare i rimpatri.
I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia a Jesi, Antonio Grassetti e Chiara Cercaci, hanno annunciato che presenteranno un’interrogazione in Consiglio comunale per chiedere chiarimenti sugli episodi contestati all’insegnante e sulle caratteristiche del contesto religioso, sociale e culturale nel quale operava.
“Atti previsti come reati dal nostro codice – affermano – non sono ammessi per nessuno. Non abbiamo certamente bisogno di tenere in carico, oltre ai connazionali che delinquono, anche soggetti che provengono da altri stati e non si curano di osservare le regole a cui, per legittima convinzione o anche solo per obbligo, sottostiamo tutti.”
Secondo i due esponenti di Fratelli d’Italia, la nuova proposta di legge dovrebbe valere anche per l’insegnante di Jesi, se sarà riconosciuto responsabile del delitto contestato e se la pena sarà comminata nella misura prevista per il rimpatrio.



