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Bando ormeggi alla Mole Vanvitelliana: la Sef Stamura perde la concessione e scoppia la polemica

La Sef Stamura, presenza centenaria alla Mole Vanvitelliana, potrebbe perdere i posti barca dopo un bando vinto dall'Asd Riviera del Conero con un'offerta economica molto più alta

Bando ormeggi alla Mole Vanvitelliana: la Sef Stamura perde la concessione e scoppia la polemica

La vicenda che coinvolge la Sef Stamura e i posti barca attorno alla Mole Vanvitelliana ha preso una piega inattesa quando l’Autorità che gestisce il porto ha assegnato la concessione a un altro soggetto. Per decenni la sede alla Mole ha rappresentato per generazioni di anconetani non solo un luogo sportivo ma anche un simbolo della memoria collettiva; oggi la perdita degli ormeggi rischia di interrompere un fil rouge che dura da quasi un secolo. In questa introduzione si delineano i protagonisti, le cifre e gli scenari immediati, per capire perché la decisione amministrativa abbia scatenato preoccupazioni sia tecniche che sociali.

Il bando e l’esito della gara

La procedura pubblica, curata dall’Autorità di sistema portuale, ha riguardato circa duecentotrenta ormeggi intorno alla Mole, e l’esito ha visto trionfare l’Asd Riviera del Conero, rappresentata da Angelo Raptis. La differenza decisiva rispetto alla proposta della Sef Stamura è stata di natura economica: l’altra associazione ha presentato un’offerta di canone notevolmente superiore rispetto alla base di gara. Questo scarto ha ribaltato una valutazione tecnica che, nelle schede di valutazione, vedeva la Stamura con un punteggio qualitativo nettamente più alto. Il meccanismo adottato pone quindi al centro il valore monetario dell’offerta, con ricadute pratiche sulle risorse disponibili per le attività sportive.

Il ruolo del canone nell’assegnazione

Nel bando il canone annuale ha pesato maggiormente rispetto agli elementi progettuali e gestionali: questa scelta amministrativa ha generato contrasto tra chi sostiene la centralità del rendimento economico per le casse pubbliche e chi punta invece a premiare il progetto sociale e la continuità storica. Per la Sef Stamura gli introiti derivanti dagli ormeggi sono una fonte stabile che copre spese di gestione della sede, manutenzione e stipendi di personale dedicato alla banchina. La scelta di privilegiare l’offerta economica apre quindi un dibattito sul valore da attribuire ai servizi culturali e sportivi locali rispetto al ritorno finanziario immediato.

Impatto sulla Sef Stamura e sulla comunità sportiva

La potenziale perdita degli ormeggi intorno alla Mole impatterebbe direttamente le entrate di una polisportiva che conta centinaia di iscritti e molteplici sezioni. La Sef Stamura utilizza questi fondi per sostenere attività di vela, atletica, arti marziali e altri sport; con questi ricavi vengono coperti canoni d’affitto, imposte comunali, manutenzione della sede e pagati i dipendenti. Se la concessione verrà definitivamente trasferita, la società dovrà rivedere il proprio bilancio e la partecipazione a competizioni nazionali e internazionali potrebbe essere ridotta. È quindi in gioco non solo la dimensione economica, ma anche la continuità di formazione sportiva per decine di ragazzi che frequentano quotidianamente la struttura.

Questioni pratiche e vincoli della sede

Al di là degli aspetti economici, permangono dubbi tecnici: la separazione delle funzioni tra chi gestirà gli ormeggi e chi mantiene la sede fisica alla Mole solleva problemi di accesso, sicurezza e tutela dei beni sottoposti a vincoli della Soprintendenza. La convivenza tra due soggetti nello stesso spazio richiede regole precise sulla delimitazione degli ambiti d’uso, sugli spazi comuni come bagni e spogliatoi, e sull’organizzazione della banchina. Questi aspetti pratici, se non definiti adeguatamente, potrebbero trasformarsi in ostacoli operativi per entrambe le parti e per i cittadini che frequentano la struttura.

Reazioni politiche e prospettive amministrative

La decisione ha anche avuto una componente politica: esponenti istituzionali locali hanno espresso critiche sull’assegnazione e hanno invocato trasparenza e attenzione alla storia della città. La posizione di chi denuncia una perdita identitaria si confronta con la necessità di garantire la migliore utilizzazione delle risorse pubbliche. In queste ore si attendono eventuali verifiche amministrative e possibili ricorsi: la via procedurale prevede controlli sull’aggiudicazione e sulla congruità delle offerte. Nel frattempo la questione resta aperta e mette in luce la tensione tra memoria collettiva e logiche di mercato.

Verso il futuro: possibili scenari

Lo sviluppo dei prossimi giorni dipenderà dai riscontri formali dell’Autorità e dalle mosse degli enti coinvolti. Se l’assegnazione sarà confermata, la Sef Stamura dovrà attivare piani di riorganizzazione per tutelare le proprie attività; se invece verranno evidenziate irregolarità procedurali, la gara potrebbe essere riesaminata. Qualunque sia l’esito, la vicenda è un monito su come le scelte amministrative possano incidere profondamente su realtà consolidate: è necessario bilanciare l’efficienza economica con il valore sociale e storico che molte associazioni portano alla città.

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