23 Settembre 2026 ☀ 21°

Imr a Jesi: aggiornamento su trasferimenti, cassa integrazione e piani aziendali

Il sindaco Lorenzo Fiordelmondo ha illustrato gli esiti del tavolo Mimit e le ricadute sul personale Imr a Jesi: trasferimento parziale della linea Lamborghini, certificazioni in arrivo e l’estensione della cassa integrazione fino al 2028.

Imr a Jesi: aggiornamento su trasferimenti, cassa integrazione e piani aziendali

La città di Jesi segue con attenzione le evoluzioni legate allo stabilimento Imr. Gli ultimi incontri istituzionali, culminati in un tavolo convocato dal Mimit in Regione hanno fornito un quadro che miscela segnali tecnici positivi e una situazione occupazionale ancora delicata.

Il sindaco Lorenzo Fiordelmondo e l’assessore regionale Tiziano Consoli hanno partecipato alle riunioni con i rappresentanti ministeriali, i vertici aziendali e le rappresentanze sindacali locali e nazionali, per verificare l’avanzamento del piano industriale e le ricadute sui lavoratori.

Aggiornamento del sindaco dopo il tavolo Mimit

Nel corso dell’assemblea comunale il primo cittadino ha sintetizzato gli esiti principali dell’incontro: “Per Imr ci saranno ancora due anni complicati, questo 2026 e tutto il 2027.” Questa affermazione fa da cornice alla lettura dei fatti concreti emersi durante il confronto istituzionale, dove sono state esaminate tanto le certificazioni tecniche quanto le tempistiche di reintegro del personale.

Tra gli elementi positivi evidenziati dal sindaco c’è lo stato della certificazione Plant, ritenuta fondamentale per ottenere linee produttive rilevanti. Secondo quanto comunicato dall’azienda, la certificazione è «in dirittura d’arrivo» e ciò rappresenta un requisito necessario per poter attrarre le linee di marchi come LamborghiniMercedes e Rolls Roys. Parallelamente è stato segnalato un piano di investimenti in corso di avanzamento, elemento che contribuisce a spiegare la persistenza di un approccio di attesa e verifica da parte delle istituzioni.

Sopralluogo richiesto dal Comune

Per valutare concretamente l’andamento delle attività nei reparti, il sindaco e l’assessore hanno chiesto a Imr di autorizzare «un sopralluogo in azienda per avere contezza di quanto stanno facendo». La richiesta nasce dall’esigenza di verificare sul campo lo stato dei lavori e l’effettiva implementazione degli investimenti comunicati.

Trasferimento linee, numeri sul personale e cassa integrazione

Il trasferimento della linea Lamborghini nella sede di Jesi è stato definito come parziale: «Il trasferimento della linea Lamborghini nella sede di Jesi è in parte avvenuto.» Al momento nello stabile ruotano circa trenta dipendenti, mentre gli altri lavoratori previsti dall’accordo non torneranno in servizio nell’immediato.

Nel dettaglio, i numeri emersi dall’incontro indicano che i restanti 70 dipendenti — che nell’accordo erano 93 — non saranno reintegrati fino al 2028. Questa proiezione ha determinato l’annuncio di un ulteriore ampliamento della cassa integrazione con ricadute significative per chi è già in ammortizzatore da tempo.

Storia recente delle uscite volontarie e dei piani aziendali

A maggio 2026 è partita una prima fase di accordi su base volontaria per alcuni dipendenti dell’ex Caterpillar in via Roncaglia dove è stata proposta una buonuscita di 40mila euro oltre a 2 mensilità per mancato preavviso; questa opportunità era riservata a 20 lavoratori tra i 91 rimasti, con termine previsto entro la fine del 2026.

Per i lavoratori prossimi alla pensione (con meno di 24 mesi al pensionamento) era stata prospettata, sempre su base volontaria, la possibilità di un accompagnamento alla pensione con un contributo mensile aggiuntivo alla cassa integrazione. Per gli altri dipendenti, i vertici aziendali avevano presentato un piano che prevedeva il reintegro progressivo senza licenziamenti forzati, salvo uscite volontarie, da completare entro il 2027 in relazione alle tempistiche produttive del nuovo modello.

Dopo l’ultimo aggiornamento comunale, tuttavia, la programmazione dei reintegri è stata estesa fino al 2028 con la conseguente necessità di allungare la durata della cassa integrazione per coprire il periodo di attesa e riallineamento produttivo. Per molti lavoratori questa estensione aggrava una situazione che dura ormai da 4 anni di ammortizzatori sociali.

La vicenda rimane sotto osservazione da parte delle istituzioni locali e regionali, che continueranno a monitorare l’avanzamento della certificazione, gli investimenti promessi e le fasi di trasferimento delle linee produttive, tenendo come priorità la tutela dei posti di lavoro a Jesi.

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