10 Giugno 2026 ☁ 28° Allerta gialla · temporali · fino 11 Giugno 19:59

Sequestri e denunce nelle Marche: cosa ha scoperto il protocollo Arpam-Guardia di Finanza

Otto maxi controlli dal maggio del 2026 hanno rivelato oltre 5.500 tonnellate di rifiuti e 25.000 metri quadrati sequestrati, con nove persone denunciate per reati ambientali

Sequestri e denunce nelle Marche: cosa ha scoperto il protocollo Arpam-Guardia di Finanza

A distanza di un anno dalla stipula del protocollo tra il Comando Regionale Marche della Guardia di Finanza e l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Arpam, emergono i risultati dell’attività svolta sul territorio. Le operazioni, condotte dal Reparto Operativo Aeronavale di Ancona in sinergia con i comandi provinciali e altri enti tecnici, hanno messo in luce un quadro complesso di illeciti ambientali e abusi.

Dal maggio del 2026 sono stati effettuati otto accertamenti di ampio respiro, tutti conclusi con riscontri negativi rispetto alla normativa vigente. L’attività congiunta ha portato alla denuncia di nove soggetti tra amministratori societari e titolari di imprese e al sequestro di vaste aree e ingenti quantità di materiali stoccati in modo illecito.

Attività e risultati operativi

Le ispezioni coordinate hanno riguardato zone sottoposte a vincolo paesaggistico, demanio fluviale e territori caratterizzati da elevato rischio idrogeologico, dove sono stati posti sotto sigillo oltre 25.000 metri quadrati. All’interno di questi siti le forze intervenute hanno rilevato quattordici interventi edilizi abusivi per un totale di 3.160 mq di superfici irregolari. Il dato complessivo mette in evidenza la portata dell’operazione e la necessità di un presidio capillare del territorio per prevenire ulteriori danni ambientali.

Sequestri e materiali rinvenuti

Le quantità di rifiuti sequestrate superano complessivamente le cinquemila tonnellate: più di 2.900 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi (come materiali da demolizione, scarti di lavorazione e pneumatici) e oltre 2.600 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi. Tra questi ultimi figurano lastre di eternit, amianto, veicoli fuori uso non bonificati e bombole di gas e ossigeno, elementi che richiedono interventi di bonifica e smaltimento secondo procedure rigorose per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

I profili di illecito emersi

Oltre all’accertamento della gestione illecita dei rifiuti, l’attività investigativa ha fatto emergere ulteriori violazioni in ambiti diversi: mancato versamento dei canoni demaniali, anomalie nella gestione dell’anagrafe e movimentazione degli animali, e riscontri relativi alla normativa sul lavoro. Particolare attenzione è stata posta anche al rispetto del Testo Unico Ambientale (Decreto Legislativo 152/2006), con contestazioni specifiche per scarichi non autorizzati di acque reflue, errata compilazione dei registri di carico e scarico e conferimenti gestiti senza autorizzazione.

Aspetti normativi e conseguenze

Le responsabilità individuate sono state trasmesse alle autorità giudiziarie competenti: nove persone risultano denunciate per reati ambientali, mentre le irregolarità documentate potranno dare luogo a sanzioni amministrative e a obblighi di ripristino delle aree interessate. L’intervento dimostra come il raccordo tra accertamento tecnico e attività investigativa sia fondamentale per colpire comportamenti che mirano a ridurre i costi di gestione eliminando pratiche conformi alla legge.

Un modello di cooperazione istituzionale

Il successo delle operazioni è riconducibile al modello di collaborazione tra Guardia di Finanza, Arpam e altri enti quali le A.S.T. regionali, il Genio Civile, l’Agenzia del Demanio e gli ispettorati del lavoro. Questa rete operativa, fondata sulla condivisione delle informazioni e su compiti complementari, ha permesso di realizzare un presidio territoriale capace di intercettare diverse facce dell’illegalità ambientale, proteggere le risorse collettive e tutelare gli operatori economici che rispettano le regole.

Il bilancio illustrato il 22 maggio 2026 conferma la validità dell’approccio: dai sequestri alle denunce, passando per il recupero di responsabilità amministrative e penali, l’azione congiunta rappresenta un deterrente e una base per ulteriori controlli. L’obiettivo dichiarato rimane la tutela della salute pubblica, la salvaguardia dell’ecosistema paesaggistico e il contrasto a chi trae vantaggio dalla gestione illegale dei rifiuti.

Ancona adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 20 · NO₂ 8 µg/m³
SOLE OGGI
↑ 05:24 · ↓ 20:45
Durata giorno 15h 21'
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 10 Giugno