Il progetto di riqualificazione di Viale della Vittoria a Jesi è diventato il fulcro di un confronto pubblico che si sposterà ufficialmente in aula il giovedì 25 giugno. Due raccolte di firme, una promossa dal Comitato dei Cittadini di Jesi con 2.500 sottoscrizioni e l’altra da Fratelli d’Italia con 1.000otterranno spazio per l’illustrazione durante il prossimo Consiglio comunale.
Le petizioni, sostenute da esponenti locali e da cittadini che hanno partecipato alle assemblee pubbliche, mettono in evidenza sia il desiderio di migliorare l’estetica e la sicurezza del viale sia timori concreti sugli effetti della riorganizzazione della carreggiata e dei parcheggi. L’amministrazione municipale ha già chiarito che in Consiglio si voterà la delibera con la risposta ufficiale dell’Ente, piuttosto che le petizioni in quanto tali.
Contenuti delle petizioni e passaggi in commissione consiliare
Nel corso della riunione della Commissione consiliare 3 che si è svolta la settimana precedente, hanno preso la parola Samuele Gara, presidente del Comitato dei Cittadinie Milva Magnani, coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia. I gruppi consiliari hanno dato il via libera alla presentazione dei testi in Consiglio. Nella petizione del Comitato si legge una posizione articolata: «Diciamo sì: alla valorizzazione estetica del viale; Diciamo no: al restringimento delle carreggiate», con un elenco di interventi ritenuti positivi come la nuova illuminazione e il rifacimento dei marciapiedi, e punti di criticità quali le piste ciclabili con corsie preferenziali e i parcheggi in verticale che, secondo i calcoli citati, ridurrebbero di quasi il 50% i posti attuali.
Richieste e preoccupazioni espresse
La petizione di Fratelli d’Italia chiede invece di «ritirare il progetto di ristrutturazione del Viale della Vittoria, nel rispetto della città e delle sue esigenze», poiché si considera prematuro procedere senza realizzare prima un asse viario alternativo per il deflusso del traffico. Entrambi i testi raccolgono elementi tecnici e richieste di tutela per residenti, attività e fruizione quotidiana dell’arteria.
Domande raccolte e spinte delle categorie economiche
Tra gli sviluppi recenti si segnala la consegna al Comune, avvenuta il giovedì 11 giugno via Pec, di 39 domande elaborate da cittadini, residenti e operatori, emerse durante l’assemblea pubblica del 4 giugno. Queste istanze richiedono risposte puntuali dell’amministrazione su aspetti tecnici, urbanistici e organizzativi collegati alla riqualificazione.
Le associazioni di categoria hanno espresso giudizi critici ma anche aperture al confronto. La Confartigianatotramite Cristina Brunori e Marta Vescovi, ha sottolineato che la riqualificazione riguarda «la principale porta di accesso alla città» e che scelte prese solo sulla carta potrebbero danneggiare le imprese: «Siamo favorevoli alla riqualificazione, ma non a qualsiasi costo». L’associazione chiede cifre chiare su parcheggi, aree di carico/scarico e accessibilità durante i cantieri, esortando a criteri misurabili e impegni precisi.
Anche la CNA locale, con Francesco Barchiesi e Marco Silvi, ha invitato a centrare l’attenzione sulla sperimentazione promessa dall’amministrazione, richiedendo che essa avvenga in un periodo rappresentativo dei flussi quotidiani: «La sperimentazione avverrà ovviamente nelle condizioni e nei tempi di maggior utilizzo del Viale», frase ripresa dall’Amministrazione come garanzia di un test realistico. La Cna chiede inoltre che le fasi più critiche del progetto restino sospese fino ai riscontri della sperimentazione e al confronto con le categorie.
Proteste mobili e visibilità pubblica
La protesta civile ha assunto forme visibili: dopo cartellonistica e maxi manifesti, l’imprenditore Pierluigi Bocchini ha portato l’opposizione alle «vele» pubblicitarie mobili in città, osservando che i mezzi sono stati utilizzati per attirare l’attenzione sulle questioni aperte e commentando ironicamente la situazione: «Nessun problema: ci si adatta».
Il percorso ora prevede che il Consiglio comunale del giovedì 25 giugno accolga gli interventi e che l’amministrazione formuli una risposta ufficiale alle petizioni e alle domande consegnate. Rimangono centrali le richieste di numeri precisi sui posti auto rimanenti, la gestione dei flussi di traffico e la collocazione delle aree operative, tutte questioni su cui le parti chiedono garanzie prima di eventuali cantieri.



