19 Giugno 2026 ☀ 31°

Accoglienza migranti a Jesi: numeri, storie e sfide del progetto Sai

Jesi ha accolto 935 migranti nel 2026, tra cui 70 minori non accompagnati, attraverso un progetto che ha creato opportunità lavorative e formative

Accoglienza migranti a Jesi: numeri, storie e sfide del progetto Sai

Jesi si conferma un punto di riferimento nazionale per l’accoglienza dei migranti. Nel 2026, la città delle Marche ha ospitato 935 persone, tra cui 70 minori stranieri non accompagnati, attraverso un progetto che ha coinvolto 29 Comuni e 145 appartamenti. Questo modello di integrazione, gestito dall’Asp su delega del Comune, ha creato non solo opportunità per i migranti, ma anche per la comunità locale.

Un progetto che crea lavoro e opportunità

Il progetto Sai “Ancona Provincia d’Asilo” e “Jesi per i minori” ha avuto un impatto significativo sull’economia locale. Sono stati creati 519 contratti di lavoro, di cui 188 con una durata superiore ai sei mesi. Inoltre, sono stati attivati 116 tirocini di formazione per gli adulti e 36 per i minori. “Questo programma ha prodotto ricchezza nella comunità e per la comunità”, ha sottolineato Franco Pesaresi, direttore dell’Asp.

Gli operatori coinvolti

Il progetto ha impegnato 238 operatori, tra cui 5 responsabili, 13 coordinatori, 22 assistenti sociali, 18 operatori all’integrazione, 16 sanitari, 43 operatori all’accoglienza, 7 mediatori linguistico-culturali, 7 psicologi, 11 operatori legali, 9 insegnanti di lingua italiana, 7 operatori banca dati e 80 unità di personale dedicate alla gestione di vari aspetti.

Le storie dei migranti accolti

Tra i migranti accolti, 449 provengono dall’Africa, 276 dall’Asia, 6 dall’America e 125 dall’Europa. Questi ultimi sono tutti ucraini in fuga dalla guerra. “Per la particolare situazione del loro paese di provenienza, le norme hanno prolungato i tempi dell’accoglienza nei loro confronti”, ha spiegato Simona Marchegiani, responsabile dell’unità immigrazione dell’Asp. “Si tratta di un’immigrazione dalle caratteristiche specifiche: tante mamme con figli e anche 34 persone anziane. Persone per le quali, date le modalità con le quali hanno abbandonato l’Ucraina, ovvero confidando in un rapido ritorno che non si è verificato, risulta anche più delicato e complesso il percorso di inclusione.”

Le celebrazioni per la Giornata Mondiale del Rifugiato

Il progetto di accoglienza di Jesi sarà celebrato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiatoil 18 e 19 giugno. Giovedì sera, al Teatro Moriconi, ci sarà lo spettacolo di Max Cimatti “Corpi che uniscono”, seguito da una festa evento ai giardini pubblici venerdì pomeriggio con stand, giochi, sfilate di abiti tradizionali, spettacoli e un aperitivo con gelato.

Un modello di integrazione che unisce la comunità

“Questo progetto organizza una risposta locale, concreta e credibile, a una questione globale come le migrazioni”, ha affermato Daniele Tassi, presidente dell’Asp. Sasha Smerzini di Cooss Marche, una delle coop impegnate nel progetto, ha aggiunto: “Un percorso che vuole anche gettare in coloro che accoglie semi di appartenenza alla comunità”. Il vice sindaco Samuele Animali ha sottolineato: “Un lavoro che va avanti da anni e ha attraversato più amministrazioni, anche di colore diverso, dando dimostrazione concreta che può essere gestito bene e funzionare, a fronte di una realtà inevitabile al di là delle letture ideologiche che alcuni ne danno”.

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