La Regione Marche ha annunciato un impegno finanziario significativo per il sistema della residenzialità socio-sanitaria e sociale. In un incontro svoltosi a Palazzo Raffaello sono stati illustrati gli interventi che compongono un pacchetto da 30,5 milioni di euro destinato al triennio 2026-2027con l’obiettivo di sostenere famiglie, rafforzare la qualità dei servizi e garantire maggiore sostenibilità alle strutture che ospitano persone anziane, con disabilità o con problemi di salute mentale.
Tra le misure principali spiccano contributi economici rivolti alle famiglie che sostengono le rette delle strutture autorizzate e un’attenzione specifica alle donne caregiverper favorire la permanenza nel mercato del lavoro e ridurre il rischio di abbandono occupazionale. L’intervento è stato presentato con dati e dettagli operativi, e punta a fornire risposte sia immediate sia con prospettive di ampliamento nella programmazione futura.
Presentazione a Palazzo Raffaello e dichiarazioni istituzionali
La presentazione ufficiale delle misure è avvenuta il 17.06.2026 alle 18:36 a Palazzo Raffaello. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroliha sottolineato che “Quella che presentiamo oggi” nasce da oltre un anno di lavoro e ha ringraziato i sindacati per il contributo. Acquaroli ha definito l’iniziativa un primo passo rilevante dal punto di vista economico e sociale, destinata a supportare famiglie a reddito medio-basso e persone fragili che sostengono costi rilevanti per le rette. Ha inoltre indicato l’intenzione di valutare, in vista del 2027, possibili ampliamenti della platea beneficiaria grazie alla futura programmazione europea, pur precisando che “Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare“.
Struttura dei fondi, importi e criteri di accesso
L’intervento complessivo rivolto alle famiglie vale 9,6 milioni di euro e si articola in due fondi distinti: un fondo principale da 7,6 milioni di euro e un secondo fondo da 1,9 milioni di euro. L’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaroha chiarito che il fondo principale è pensato per migliorare la qualità della vita delle donne e favorire la conciliazione fra tempi di vita e tempi di cura. Per gli anni 2026 e 2027 è previsto un contributo mensile di 250 euroriconosciuto anche con effetto retroattivo per il 2026, che può arrivare fino a 3.000 euro annui per beneficiario.
Criteri ISEE e priorità di accesso
Per accedere ai fondi è prevista la valutazione del reddito tramite ISEEche definisce anche la graduatoria di priorità. La soglia per il fondo principale è fissata a 25.000 euromentre il fondo residuale, pensato per casi in cui non sia presente una donna che possa presentare domanda, prevede una soglia ISEE di 20.000 euro. Come spiegato dall’assessore, questa impostazione punta a privilegiare equità ed efficacia, destinando risorse a chi si trova in condizione economica più svantaggiata e con maggiore necessità di sostegno concreto.
Ambito operativo: destinatari, posti letto e gestione delle risorse
Il programma interessa un sistema regionale con oltre 11.270 posti letto autorizzati nelle strutture residenziali: 9.984 posti per anziani, 714 per persone con disabilità e 573 per utenti dell’area salute mentale. La misura è rivolta alle famiglie che sostengono la retta per familiari ospitati in strutture autorizzate nelle tre aree di utenza citate. Tra gli obiettivi concreti c’è inoltre la volontà di evitare che, in nuclei a reddito medio-basso, le donne lascino il lavoro per assumere pienamente il ruolo di caregiver a causa dell’impossibilità di sostenere la retta.
La gestione delle risorse avverrà in collaborazione fra la Regione Marchegli Ambiti Territoriali Sociali e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Gli ATS sono incaricati di raccogliere le domande, verificarne l’ammissibilità ed erogare i contributi ai beneficiari finali, garantendo così il raccordo operativo fra istituzioni e destinatari.
Nel complesso, l’intervento è stato definito dalle istituzioni come una misura che può rappresentare “una pietra miliare per la Regione Marche“, con l’impegno dichiarato di consolidare le basi create e valutare possibili ampliamenti futuri in funzione delle risorse disponibili.



