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Viale della Vittoria a Jesi: il Comitato dei cittadini chiede trasparenza e risposte

A Jesi, il Comitato dei cittadini chiede risposte chiare sull'importante progetto di riqualificazione di Viale della Vittoria, tra firme raccolte e perplessità tecniche.

Viale della Vittoria a Jesi: il Comitato dei cittadini chiede trasparenza e risposte

La tensione cresce a Jesi intorno al progetto di riqualificazione di Viale della Vittoria. Ieri mattina, il Comitato dei cittadini di Jesi composto da residenti e commercianti, ha ribadito la necessità di chiarezza e trasparenza da parte dell’amministrazione comunale.

Il Comitato, che ha raccolto circa 2.500 firme, ha espresso forti perplessità sul Masterplan e sulle modalità di comunicazione adottate dall’amministrazione. “Non diciamo di non fare i lavori. Diciamo, dateci chiarezza”, ha dichiarato Samuele Gara, presidente del Comitato, insieme a Nicola Fabrizi, l’architetto Mario Talacchia, Massimo Porcarelli e Paolo Mariani.

Le contraddizioni del Masterplan

Uno dei principali punti di contesa riguarda il ruolo del Masterplan. Secondo il Comitato, esiste una contraddizione tra la natura non vincolante del documento e il suo utilizzo come base per la gara d’appalto. “Ci viene detto che il Masterplan è soltanto un documento di indirizzo e che non ha valore. Ma, nel momento in cui viene approvato dalla Giunta e utilizzato come oggetto di una gara d’appalto, diventa necessariamente un riferimento per chi dovrà progettare”, hanno spiegato i membri del Comitato.

L’assessora all’urbanistica Valeria Melappioni ha ribadito durante il Consiglio comunale che il Masterplan rappresenta soltanto un indirizzo e non un progetto definitivo. Tuttavia, il Comitato ha sollevato una domanda cruciale: “Se non ha valore, perché è stato posto alla base dell’appalto?”.

Le perplessità tecniche

Le critiche non si limitano al Masterplan. Il Comitato ha espresso dubbi anche sulle indicazioni relative alla sperimentazione. L’assessora Melappioni avrebbe rimandato ai progettisti la definizione della sua durata. “Un assessore deve andare in Consiglio con un’informazione certa qualunque essa sia. Non può essere sempre un ‘vedremo’ o un ‘rimandare tutto al progetto esecutivo'”, hanno osservato i membri del Comitato.

Residenti e commercianti chiedono di sapere con certezza quando la sperimentazione inizierà, quanto durerà e quali parametri saranno utilizzati per valutarne gli effetti. Inoltre, il Comitato ha sollevato perplessità sulla riduzione dei parcheggi. L’Amministrazione comunale avrebbe garantito che la riduzione non supererà il 10%, ma secondo una simulazione effettuata dall’architetto Mario Talacchia, nel tratto preso in esame la perdita potrebbe avvicinarsi al 40%.

“C’è una forte contraddizione tra il numero dei parcheggi attualmente presenti e quanto dichiarato dal Dirigente del Comune di Jesi e quanto scritto nel Masterplan. Se cambiano il modo di contare i parcheggi, il famoso 10% dell’assessora Melappioni verrà sicuramente stravolto e si baserà su una numerazione fasulla e non corrispondente alla realtà”, ha spiegato Talacchia.

Le dimensioni della sede stradale

Altre perplessità riguardano la larghezza della sede stradale. Il Masterplan farebbe riferimento a una misura di circa 13 metri, mentre i rilievi eseguiti sul posto avrebbero restituito una carreggiata compresa tra 10,5 e 11,5 metri. “Se tu mi dici che sono 13 metri e noi ne misuriamo 10 o 11, il progetto cambia completamente”, hanno sottolineato i membri del Comitato, richiamando le possibili difficoltà per il passaggio contemporaneo di autobus, automobili e mezzi di soccorso.

La sperimentazione e le bike lane

Il Comitato ha espresso forti perplessità anche sulla sperimentazione. “Crediamo sia giusto sperimentare in autunno, quando la città è tornata pienamente operativa, ma la prova dovrebbe precedere il progetto esecutivo, così da consentire eventuali modifiche. Con soli 45 giorni affidati allo studio, invece, il rischio è che il progetto sia già definito e che la sperimentazione perda la sua utilità”, hanno spiegato.

Il Comitato chiede infine chiarimenti sulle bike lane, sugli attraversamenti, sui parcheggi in linea e sulle alberature. In particolare, si vuole conoscere quanti alberi dovranno eventualmente essere abbattuti, quali potranno essere salvati e con quali essenze saranno sostituiti.

La protesta potrebbe quindi prendere una posizione netta. “Non vorremmo arrivare a fare una serrata, ma se costretti lo faremo, siamo pronti a chiudere le attività se avremo la certezza che neppure dal segretario generale arriveranno le risposte richieste”, hanno dichiarato i membri del Comitato. Una posizione maturata dopo mesi di interlocuzioni giudicate insufficienti: senza chiarimenti su parcheggi, tempi, viabilità e conseguenze economiche del progetto, gli operatori del Viale sono pronti a trasformare il dissenso in una protesta visibile, con le saracinesche abbassate.

“Non possiamo restare a guardare questi giochi gattopardeschi”, hanno concluso i membri del Comitato.

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