9 Ottobre 2026 ☁ 23°

Truffa telefonica a Jesi: operaio perde 40mila euro, banca accusata di negligenza

Un operaio di Jesi ha perso 40mila euro a causa di una truffa telefonica. La vittima accusa la banca di negligenza per non aver protetto adeguatamente il suo conto.

Truffa telefonica a Jesi: operaio perde 40mila euro, banca accusata di negligenza

Un operaio di 40 anni della Vallesina ha perso 40mila euro a causa di una truffa telefonica che lo ha colto di sorpresa. La vicenda, avvenuta a maggio, ha scatenato una polemica con la sua banca, accusata di negligenza nella protezione del conto corrente.

Tutto è iniziato con una telefonata apparentemente innocua. Un uomo, spacciandosi per un operatore bancario ha avvisato l’operaio che qualcuno stava tentando di accedere illegalmente al suo conto. Convinto della veridicità della chiamata, l’uomo ha seguito le istruzioni fornite, rivelando le proprie credenziali e autorizzando una serie di bonifici.

La tecnica dello spoofing e il raggiro perfetto

Il truffatore ha utilizzato la tecnica dello spoofing falsificando il numero di telefono della banca per apparire come un contatto affidabile. La voce rassicurante e le istruzioni precise hanno convinto l’operaio a trasferire i suoi risparmi, credendo di proteggerli. Solo successivamente si è accorto dell’inganno, quando ha notato l’assenza di fondi sul conto.

I bonifici sono stati effettuati in modo rapido, alcuni tramite Poste Italiane altri come bonifici istantanei. L’operaio ha subito sporto denuncia, riuscendo a recuperare solo 15mila euro quelli transitati attraverso Poste Italiane. Gli altri bonifici, essendo istantanei, non sono stati recuperabili.

La battaglia legale contro la banca

Attraverso il suo avvocato, Luca Polita l’operaio ha avviato una procedura di arbitrato bancario contestando alla banca il mancato utilizzo di misure di protezione adeguate. «Non è possibile che partano bonifici istantanei per cifre così elevate con un hacker che utilizza impunemente il numero di telefono della banca», ha spiegato il legale.

La procedura di arbitrato bancario è un organismo di mediazione tra correntisti e banche, utile per dirimere controversie e cercare di recuperare parte del denaro perduto. Nel frattempo, le indagini proseguono per identificare il truffatore.

Un fenomeno in crescita

Questa truffa non è un caso isolato. Sempre a maggio, a Potenza, la polizia ha sventato una truffa simile, riuscendo a bloccare un bonifico di 17mila euro e a restituire i soldi alla vittima. Anche in quel caso, i truffatori avevano utilizzato la tecnica dello spoofing per ingannare la vittima.

Questi episodi mettono in luce l’importanza di vigilanza e consapevolezza quando si ricevono chiamate o messaggi sospetti. Le banche, da parte loro, sono chiamate a rafforzare le misure di sicurezza per proteggere i loro clienti da queste frodi sempre più sofisticate.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Ancona adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 20 · NO₂ 36 µg/m³
SOLE OGGI
↑ 07:11 · ↓ 18:35
Durata giorno 11h 23'
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 9 Ottobre