Con la riapertura delle scuole, le strade di Osimo sono tornate a riempirsi di veicoli nelle ore di punta. Le arterie di Montefanese, Colombo e Marco Polo, infatti, presentano quotidianamente lunghe file, un fenomeno che colpisce soprattutto i residenti dei quartieri limitrofi e gli spostamenti dei pendolari.
Code a Osimo: interventi programmati e critiche delle civiche
Il Comune, guidato dalla sindaca Michela Glorio, ha annunciato una serie di opere per migliorare la viabilità principale. Dopo l’asfaltatura parziale di via Montefanese a inizio settembre, nel prossimo piano di appalto sono previsti lavori su via Marco Polo e via Colombo, con un investimento di oltre 1,5 milioni di euro. Parallelamente, a bilancio sono stati destinati 3 milioni per completare via Sbrozzola e potenziare il collegamento con la statale 16 e il futuro ospedale di Camerano.
Proposte delle liste civiche e ostacoli finanziari
Le liste civiche hanno contestato la cancellazione dalla programmazione della “strada di bordo”, un progetto pensato per alleggerire il traffico locale. Inoltre, la variante a nord, stimata intorno ai 40-50 milioni di euro e con tempi di realizzazione superiori ai 20 anni, è ritenuta poco praticabile sia per l’impatto paesaggistico sia per la sostenibilità finanziaria. Le civiche chiedono di mantenere la direttrice originale della Sbrozzola, di ricostruire la strada di bordo e di riavviare i negoziati con la Regione Marche per recuperare gli 8 milioni di finanziamento prelevati nel 2022.
Traffico lombardo: come il stop-and-go usura la frizione
Nel parallelo contesto della Lombardia, i dati del Global Traffic Scorecard 2025 mostrano che a Milano gli automobilisti trascorrono in media 67 ore l’anno fermi nel traffico, con una velocità di 22,5 km/h. Città come Lecco e Lodi superano le 48 ore di attesa, mentre anche realtà più piccole come Cremona e Pavia registrano oltre 30 ore di code annuali. Questo regime di stop-and-go costringe i conducenti a innestare e disinnestare la frizione più volte al minuto.
Cicli di innesto e sintomi di usura
La frizione, che funziona per attrito tra disco e volano, subisce un rapido deterioramento quando il pedale viene rilasciato parzialmente per brevi spostamenti. Ogni innesto genera calore e usura; nei periodi autunnali e invernali, la pioggia e la nebbia aumentano ulteriormente i tempi di sosta, facendo lievitare il numero di cicli a bassa velocità. I segnali più comuni di usura comprendono: punto di innesto che si alza, odore di bruciato, slittamento del motore, vibrazioni o rumori metallici e pedale più duro o con corsa irregolare.
In presenza di uno o più di questi indizi, è consigliabile far controllare l’impianto da un meccanico qualificato. La sostituzione di un kit completo (disco, spingidisco e cuscinetto) è spesso più conveniente rispetto a interventi singoli, perché evita ulteriori ricollocazioni di componenti usurati.



