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Tari Falconara: le nuove scadenze e le proteste dei cittadini

La modifica delle scadenze della Tari a Falconara ha scatenato polemiche tra i cittadini. Scopri cosa sta succedendo e quali sono le nuove scadenze.

Tari Falconara: le nuove scadenze e le proteste dei cittadini

La gestione della Tari a Falconara Marittima è diventata un vero e proprio caso politico e amministrativo. Dopo le recenti modifiche alle scadenze di pagamento, i cittadini hanno espresso forte malcontento, portando l’amministrazione comunale a fare marcia indietro, almeno in parte. Ma cosa è successo esattamente?

Fino allo scorso anno, la Tari veniva pagata in tre rate: 30% entro il 31 agosto, 30% entro il 31 ottobre e 40% entro il 31 dicembre. Con la modifica approvata dal Consiglio comunale il 27 aprile 2026, la maggioranza aveva deciso di passare a due sole rate: 50% entro il 30 giugno, calcolato sulle tariffe dell’anno precedente, e il saldo entro il 31 dicembre, sulla base delle tariffe 2026, che al momento della decisione non erano ancora state approvate.

Le proteste dei cittadini e la retromarcia dell’amministrazione

La decisione di modificare le scadenze di pagamento ha suscitato immediate proteste tra i cittadini. Andrea Belegni, segretario locale del Partito Democratico ha dichiarato: «Abbiamo subito giudicato sbagliata questa scelta. Chiedere ai cittadini di pagare il 50% della Tari a giugno, in un periodo già caratterizzato da altre scadenze, avrebbe creato problemi. E infatti è andata esattamente così».

Di fronte alle proteste, la Giunta comunale ha annunciato il ritorno alle tre rate, presentandolo come una risposta alle esigenze delle famiglie. Tuttavia, il Pd Falconara ha fatto notare che il nuovo sistema di pagamento non rappresenta un vero vantaggio per i cittadini. Con il vecchio sistema, entro il 31 ottobre i cittadini avevano versato il 60% della Tari annuale. Con il nuovo sistema annunciato dalla Giunta, entro ottobre i cittadini avranno già versato il 75% dell’imposta.

Le critiche del Partito Democratico

Il Pd Falconara ha criticato duramente l’amministrazione, accusandola di non aver ascoltato le critiche iniziali e di aver preso una decisione senza valutare adeguatamente le conseguenze. «Più che una soluzione, sembra un curioso modo di anticipare ulteriormente i pagamenti», ha dichiarato Belegni. Inoltre, il Partito Democratico ha sottolineato che l’assessore Giancanella ha preferito incolpare il centrosinistra e decisioni assunte quasi vent’anni fa, piuttosto che riconoscere gli errori della propria amministrazione.

I cittadini, secondo il Pd, non chiedono chi governava Falconara nel 2007, ma perché nel 2026 continuano a dover sostenere una Tari così pesante e quali azioni concrete siano state messe in campo per ridurne il peso. Su questo, purtroppo, continuano a ricevere poche risposte e molti scaricabarile.

Le nuove scadenze e le agevolazioni

L’amministrazione comunale ha deciso di ripristinare il pagamento della Tari in tre scadenze già dal 2026. Le nuove scadenze saranno: 50% entro il 31 agosto, 25% entro il 31 ottobre e 25% entro il 31 dicembre. L’obiettivo è rendere strutturale la suddivisione della Tari in tre rate di pari importo già a partire dal 2027.

Il vicesindaco e assessore al Bilancio Marco Giacanella ha commentato: «L’amministrazione ha raccolto questa indicazione e ha deciso di intervenire subito, essendo pienamente consapevole del peso che la Tari rappresenta per molte famiglie e attività economiche del territorio». Nel 2026, il comune ha destinato circa 250mila euro di risorse proprie per contenere il costo della tariffa a carico degli utenti.

Tra le novità del 2026 figura anche l’applicazione del Bonus nazionale rifiuti che consente uno sconto fino al 25% della tariffa per le famiglie con determinati requisiti di reddito e numero di figli. Inoltre, rimangono confermate le agevolazioni già previste dal regolamento comunale, che prevedono riduzioni della Tari per le famiglie con figli a carico.

La situazione della Tari a Falconara Marittima continua a essere complessa e controversa. Mentre l’amministrazione cerca di rispondere alle esigenze dei cittadini, il malcontento e le critiche non accennano a diminuire. Resta da vedere se le nuove scadenze e le agevolazioni annunciate saranno sufficienti a calmare le proteste e a migliorare la situazione per i contribuenti.

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