Il Comune di Ancona sta valutando una modifica al progetto di realizzazione del nuovo forno crematorio. L’idea di collocare la struttura nella sede già operativa di Pesaro, all’interno del cimitero dell’Ulivo a Fano, nasce dalla volontà di contenere i costi e di ottimizzare le risorse finanziarie già impegnate.
La proposta è emersa dopo l’interruzione dei lavori a Tavernelle dove il piano originario prevedeva la costruzione di un nuovo edificio per ospitare il forno, con un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro. Il finanziamento doveva essere erogato mediante un mutuo già autorizzato dalla Cassa Depositi e Prestiti.
Costi preventivati per il progetto di Tavernelle
Nel dettaglio, il preventivo originale comprendeva due appalti principali: la realizzazione dello scheletro edilizio affidata alla Ubaldi di Ascoli per 1,1 milioni di euro, e la fornitura del forno stesso affidata a Ciroldi di Modena per circa 800mila euro. A questi si aggiungeva una spesa di 45mila euro per la progettazione esecutiva, più eventuali penali per l’interruzione del contratto.
Vantaggi economici dello spostamento a Fano
Trasferendo il forno nel cimitero dell’Ulivo a Fano l’Amministrazione elimina la necessità di costruire un nuovo involucro edilizio, risparmiando quasi interamente i 1,1 milioni destinati a Ubaldi. Il sindaco Silvetti ha spiegato che la cifra residua da pagare all’impresa potrebbe aggirarsi intorno ai 100mila euro, tenendo conto delle penali già contrattuali.
Il costo del forno di Ciroldi resta invariato, intorno agli 800mila euro, a cui si aggiungono circa 82mila euro già spesi per le pratiche progettuali, evidenziate dalle 17 delibere approvate tra settembre 2023 e novembre 2025. In totale, l’intero impianto a Fano si attesta su una stima massima di 1,5 milioni di euro.
Impatto sul mutuo e sul rimborso futuro
Con il valore di 1,5 milioni di euro, il piano di ammortamento previsto dalla Cassa Depositi e Prestiti – 20 anni al tasso fisso del 4% – implica una restituzione complessiva di circa 2,1 milioni. Confrontato con il rimborso ipotizzato per il progetto originale (3,1 milioni), il risparmio netto si aggira attorno al milione di euro.
Confronto con l’opzione dell’ex inceneritore di Bolignano
Se la scelta fosse ricaduta sull’allestimento dell’impianto presso l’ex inceneritore di Bolignano, il costo complessivo sarebbe salito a 2,8 milioni di euro, a causa dei lavori di adeguamento al nuovo sito. In tale scenario, il beneficio dell’opzione Fano si amplificherebbe, raggiungendo un risparmio di circa 1,3 milioni di euro.
Una valutazione preliminare sulla rinuncia totale all’intervento aveva indicato un’esposizione di circa 900mila euro, derivante da spese sostenute e penali. Questa cifra è quasi identica al capitale necessario per rendere operativo il forno a Fano, confermando che la soluzione proposta è finanziariamente equilibrata e accettabile per tutti gli attori coinvolti.



