Il sindaco di Pesaro Andrea Biancani, ha formalizzato una richiesta urgente alla Regione Marche all’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro e al direttore generale di AST Pesaro Urbino Alberto Carelli. La lettera sottolinea la necessità di avviare subito una programmazione sul futuro dell’attuale sede dell’ospedale San Salvatore un complesso di circa 34.000 metri quadrati situato in pieno centro storico.
Dettagli della missiva inviata a Regione e AST
Il documento, redatto a gennaio 2026 e ribadito a settembre durante la Festa dell’Unità di Pesaro, rivolge una serie di domande concrete: quale sarà l’uso dell’area una volta che il nuovo presidio di Muraglia sarà operativo? Quale ruolo dovrà avere l’ex manicomio di proprietà dell’AST? Biancani chiede un incontro istituzionale per definire congiuntamente la destinazione del patrimonio pubblico sanitario presente in città, evitando che le due zone vengano trattate separatamente.
Rischi di abbandono e valore strategico del sito
La zona del San Salvatore è strategica: si trova tra il centro storico, la stazione ferroviaria e la via di collegamento con Montelabbatese. La sua dimensione, pari a 34.000 metri quadrati la rende un asset fondamentale per lo sviluppo urbano di Pesaro e dell’intera Regione Marche. Il sindaco avverte che, se non si interviene ora, si rischia di replicare il caso del complesso San Benedetto, ormai un area degradata nel cuore della regione.
Proposta di trasformazione in Polo della Salute
Biancani propone di convertire l’intera area in un Polo della Salute mantenendo parte del patrimonio per la sanità pubblica e territoriale. Tra le idee avanzate vi sono la Casa della Comunità un nuovo Ospedale di Comunità (attualmente non previsto per Pesaro, ma richiesto alla Regione), servizi di prevenzione, diagnostica e altre strutture sociosanitarie. L’obiettivo è trasformare il trasferimento delle funzioni a Muraglia in un’occasione per rafforzare l’offerta sanitaria a livello di prossimità.
Il futuro dell’ex manicomio di proprietà dell’AST
Accanto al San Salvatore, l’ex manicomio di proprietà dell’AST – diverso dalla porzione comunale, per la quale sono già stati spesi 16 milioni di euro – necessita di una programmazione parallela. Biancani insiste affinché la Regione e l’AST definiscano un percorso comune, evitando soluzioni isolate o speculative. La volontà è di integrarsi con la nuova visione di sanità territoriale, piuttosto che creare due spazi autonomi e potenzialmente inutilizzati.
Il sindaco non pretende decisioni immediate su tutti gli aspetti, ma sottolinea l’urgenza di avviare il dialogo e di fissare un incontro al più presto. Evidenzia che, quando il nuovo ospedale di Muraglia sarà pronto, la città dovrà già conoscere il destino dell’area San Salvatore, per non trovarsi di fronte a un’altra zona abbandonata. L’appello è chiaro: la programmazione deve essere avviata ora, in sinergia con il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) della città, per garantire una salute più vicina ai cittadini e un utilizzo virtuoso del territorio urbano.



