Il sabato 10 ottobre 2026 la città di Ascoli Piceno ha ospitato una cerimonia commemorativa dedicata a Norma Cossetto studentessa istriana deceduta nell’ottobre del 1943. L’evento, inserito nella manifestazione nazionale “Una rosa per Norma”, si è svolto nella via che porta il suo nome, nell’area dell’Annunziata, a poca distanza dall’anfiteatro universitario. La partecipazione è stata aperta a tutti i cittadini, ma ha visto anche la presenza di autorità civili, militari e religiose, testimonianza della portata istituzionale del ricordo.
Il rito della rosa e le dichiarazioni dei rappresentanti
Al centro del programma è stato il gesto simbolico della deposizione di una rosa sul podio predisposto per l’occasione. Il sindaco Marco Fioravanti, insieme alla consigliera Patrizia Pietracci, ha invitato i giovani presenti a non dare per scontata la libertà e a ricordare che la dignità di Norma è un modello per le generazioni future. Fioravanti ha sottolineato: “Norma Cossetto rappresenta un grande modello di dignità”.
Il messaggio di Emidio Premici
Il consigliere Emidio Premici ha chiuso la cerimonia con parole di impegno permanente: “Il ricordo non cade, ed è per noi un dovere e un onore rinnovare questo momento solenne ogni anno”. La sua affermazione ha ribadito l’importanza di mantenere viva la memoria delle vittime dell’esodo e delle foibe, un tema ancora presente nei dibattiti scolastici e civici.
Il percorso nazionale “Una rosa per Norma” in Piemonte
Parallelamente alla manifestazione ascolana, il Comitato 10 Febbraio ha coordinato una serie di incontri in diverse città piemontesi, tutti nella loro ottava edizione. A Fossano, la Vicesindaco Donatella Rattalino e l’Assessore Danilo Toti hanno accolto i partecipanti, con la collaborazione della Vicepresidente Provinciale Anna Mantini. Il giorno precedente, a Borgo San Dalmazzo, il Presidente Regionale Denis Scotti e la Consigliera Katia Manassero hanno ricordato la vicenda, sottolineando la necessità di contrastare ogni forma di negazionismo.
Torino: il giardino delle vittime delle foibe
Il 5 ottobre, nella cornice del Giardino Vittime delle Foibe nel quartiere Vallette, è stata la volta di Torino. Matteo Rossino, referente provinciale del Comitato, ha spiegato che l’evento vuole “rompere il silenzio” e dare una risposta ferma alla distorsione storica. Tra i presenti, il consigliere regionale Roberto Ravello, la consigliera di circoscrizione Silvia Acquaro e lo scrittore Luigi Vatta, figlio dell’esule Sergio Vatta, hanno ribadito il valore della testimonianza diretta.
Le radici storiche del ricordo
Norma Cossetto, nata nel 1920, aveva 23 anni quando, ancora studentessa all’Università di Padova, fu sequestrata, torturata e gettata viva nella foiba di Villa Surani da milizie partigiane jugoslave. Per il suo coraggio, nel 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le conferì la Medaglia d’Oro al Merito Civile. La sua figura è oggi simbolo delle sofferenze subite dalle popolazioni italiane dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia durante la Seconda guerra mondiale.
Un messaggio per le nuove generazioni
Durante la cerimonia, i giovani hanno espresso la loro volontà di tenere acceso il ricordo, citando l’importanza di confrontarsi con la storia per evitare che tragedie simili si ripetano. Il Comitato 10 Febbraio ha ringraziato i partecipanti, definendo la loro presenza “un patrimonio civile vivo da tramandare”. L’evento,
La giornata di Ascoli Piceno si è conclusa con un momento di silenzio collettivo, durante il quale i presenti hanno ricordato non solo Norma, ma tutte le vittime delle foibe e dell’esodo. Gli organizzatori hanno annunciato che le celebrazioni continueranno nelle settimane successive, con ulteriori incontri nelle province di Torino e del Piemonte, per garantire che il ricordo rimanga presente nella coscienza nazionale.



