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Rapporto confindustria marche: produzione in lieve calo e export sotto pressione nel primo trimestre 2026

Il primo trimestre 2026 lascia la manifattura marchigiana in una fase di cautela: produzione giù dello 0,2% rispetto al 2026, mercati esteri in contrazione e performance divergenti tra comparti come alimentare e moda

Rapporto confindustria marche: produzione in lieve calo e export sotto pressione nel primo trimestre 2026

Il quadro congiunturale della manifattura marchigiana all’inizio del 2026 evidenzia una situazione di attenzione: la produzione nel periodo gennaio-marzo segna una flessione contenuta, mentre le dinamiche commerciali mostrano segnali contrastanti tra mercato interno ed estero. Questi risultati emergono dall’indagine trimestrale del Centro Studi di Confindustria Marche, che ha rilevato la risposta di un campione di 297 imprese manifatturiere.

Trend produttivo e commerciale

Nel dettaglio, la produzione regionale cala dello 0,2% rispetto allo stesso trimestre del 2026, un dato che si pone in controtendenza rispetto alla media nazionale, che registra una crescita dello 0,4%. Le vendite complessive risultano in linea con il periodo precedente: sul mercato domestico si osserva una lieve crescita dello 0,3%, mentre i mercati esteri segnano una contrazione dello 0,6%. La fotografia è dunque di stabilità su base interna e di debolezza all’estero.

Dinamiche di prezzo, costi e occupazione

Le pressioni sui prezzi e sui costi delle materie prime rimangono contenute, senza scossoni significativi. Anche l’occupazione appare sostanzialmente stabile nel trimestre, segnale che le aziende tengono il livello di addetti nonostante il clima incerto. Questi elementi indicano una situazione di attesa più che di crisi acuta: molte imprese procedono con prudenza nelle decisioni operative e negli investimenti.

Performance per comparti

La fotografia settoriale mette in luce forti differenze. Il comparto alimentare continua a crescere con un incremento della produzione pari al +2,7%, confermando una fase espansiva per molte imprese del settore. Positivi risultano anche i dati per la meccanica (+0,5%), la cantieristica navale (+5,5%) e la farmaceutica (+3%), settori che apportano un contributo rilevante alla tenuta complessiva della manifattura regionale.

Settori in difficoltà

Al contrario, restano sotto pressione alcuni comparti tradizionalmente legati all’export. Il sistema moda registra una flessione del 1,8%, con il calzaturiero in particolare a –2,2%. Debolezza anche per il legno-mobile (-0,8%) e per altri comparti sensibili alle oscillazioni dei mercati internazionali. Queste differenze riflettono sia cambiamenti nella domanda sia problemi legati alla competitività sui mercati esteri.

Prospettive e fattori di rischio

Le aspettative degli imprenditori per i prossimi mesi restano improntate alla prudenza. La previsione dominante è di una domanda interna sostanzialmente stabile, accompagnata però da una moderata debolezza dei mercati esteri, condizionata dall’incertezza globale. In questo contesto, le decisioni di investimento vengono posticipate o calibrate con maggiore conservatorismo rispetto al passato.

Impatto geopolitico e pressioni sui costi

Secondo il presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali, l’avvio del 2026 «conferma un percorso ancora fragile». Tra i fattori che pesano sulle imprese vengono citati gli effetti del conflitto in Iran: rincari dell’energia, un calo di fiducia e il rialzo dei tassi d’interesse che aumentano il costo del capitale. Tali elementi amplificano il clima di incertezza e condizionano le strategie di internazionalizzazione.

Linee di intervento e conclusioni

Alla luce dei dati emersi, il messaggio delle associazioni di impresa punta a rafforzare la competitività del tessuto produttivo regionale. Per molte aziende la priorità è creare condizioni favorevoli alla crescita e all’internazionalizzazione, attraverso misure che possano sostenere gli investimenti e ridurre i costi energetici. Il percorso di politica industriale suggerito mira a sostenere i comparti in difficoltà senza trascurare le eccellenze che stanno trainando la ripresa.

In sintesi, il primo trimestre 2026 conferma una manifattura marchigiana in uno stato di equilibrio precario, con settori che dimostrano resilienza e altri che richiedono interventi mirati per riprendere slancio sui mercati esteri.

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