Il quartiere di Barcheto è nuovamente al centro di tensioni a causa di continui raid motociclistici che stanno mettendo a dura prova la pazienza e la sicurezza dei residenti. Le telecamere di sorveglianza installate all’ingresso di un’abitazione hanno ripreso l’ennesimo episodio, che sembra far parte di una serie di eventi simili che si ripetono con preoccupante frequenza.
Il Comitato di Barcheto ha più volte segnalato la presenza di gruppi di motociclisti che si radunano nella zona, organizzando raduni non autorizzati che disturbano la quiete pubblica e creano preoccupazione per la sicurezza. Nonostante le numerose segnalazioni alle forze dell’ordine e alle istituzioni locali, la situazione sembra non trovare una soluzione concreta.
Le proteste dei residenti e le richieste alle istituzioni
Il portavoce del Comitato, Giovanni Bonifazio, ha espresso tutta la frustrazione dei residenti di fronte a una situazione che, a loro dire, non ha ancora trovato una risposta adeguata. “Questi raduni non autorizzati mettono a rischio la sicurezza e la quiete pubblica senza che nessuno intervenga”, afferma Bonifazio. “Abbiamo già scritto a tutte le forze di polizia e al sindaco, ma nessuno interviene. Mi domando se la legge esiste ancora o se vige il fai da te.”
Per il Comitato, la questione non riguarda solo il rumore o il disturbo della quiete, ma coinvolge aspetti più ampi legati alla sicurezza all’ordine pubblico e alla vivibilità del quartiere. I residenti chiedono un intervento urgente per porre fine a questa situazione che sta diventando sempre più insostenibile.
Borgo Veneto investe nella videosorveglianza per contrastare la microcriminalità
Mentre Barcheto lotta contro i raid motociclistici, il comune di Borgo Veneto ha deciso di investire nella videosorveglianza per migliorare la sicurezza urbana. Il sindaco Michele Sigolotto ha depositato al ministero dell’Interno una richiesta di finanziamento per un progetto che prevede l’installazione di 45 nuove telecamere e 13 varchi di accesso in più.
Il progetto, del valore di 250mila euro, è stato approvato in Giunta e prevede un cofinanziamento di 50mila euro da parte del comune e 200mila euro richiesti tramite i fondi statali. Se il finanziamento sarà approvato, l’impianto dovrebbe essere operativo già nei primi sei mesi del 2027.
Le tecnologie avanzate per la sicurezza
Il progetto prevede l’installazione di telecamere “bullet” per le riprese puntuali su strade e punti di interesse, modelli “multi ottica” per la copertura panoramica di piazze e intersezioni e sistemi Ocr avanzati per la lettura targhe. Questi dispositivi invieranno le immagini in tempo reale alla centrale operativa della polizia locale, che potrà intervenire tempestivamente in caso di necessità.
Il comandante della polizia locale, Orfeo Dargenio, ha spiegato che l’obiettivo è coprire le aree più sensibili del territorio, come parchi pubblici, plessi scolastici e aree commerciali. “Andremo a coprire le aree più sensibili, dove c’è un bisogno oggettivo di presidio”, afferma Dargenio. “Le nuove tecnologie ci permetteranno di intervenire in maniera tempestiva e di fornire un supporto fondamentale nelle fasi di indagine.”
Il sindaco Sigolotto ha concluso affermando che il progetto rappresenta un passo avanti significativo per la sicurezza della comunità. “Mi recherò a breve in Prefettura per la sottoscrizione del ‘Patto per l’attuazione della sicurezza urbana’, un accordo istituzionale che darà il via libera concreto al progetto di potenziamento della videosorveglianza locale”, ha dichiarato Sigolotto. “Siamo fiduciosi di ottenere questi fondi.”



